ARTE

ARTE (984)

Vincent Van Gogh in mostra a Londra

Vincent Van Gogh


Londra – Tate Britain
Millbank, Westminster, London SW1P 4RG


27 marzo – 11 agosto 2019

Van Gogh visse in Inghilterra da giovane per diversi anni cruciali. Camminava per le strade da solo, sognando il futuro. Si innamorò della cultura britannica, in particolare dei romanzi di Charles Dickens e George Eliot. Ed è stato ispirato dall'arte che ha visto qui, inclusi i dipinti di Constable e Millais che sono presenti nella mostra. Hanno influenzato i suoi dipinti nel corso della sua carriera.


L’esposizione alla Tate Britain permette di ammirare 40 delle sue opere più famose che arrivano da tutto il mondo - tra cui Scarpe, Notte stellata sul Rodano, Autoritratto col cappello di feltro, L'Arlésienne e due opere realizzate mentre era un paziente all'asilo di Saint-Paul, all'Eternity's Gate e Prisoners Exercising.

A loro si uniranno i rarissimi girasoli prestati dalla National Gallery di Londra.

Viene evidenziato l’influenza del soggiorno londinese del giovane Vincent e il rapporto dell’artista attraverso il suo rapporto con la Gran Bretagna.


Van Gogh e la Gran Bretagna presentano la più grande collezione di dipinti di Van Gogh nel Regno Unito da quasi un decennio. La mostra guarda anche agli artisti britannici ispirati a Van Gogh, tra cui Francis Bacon, David Bomberg e i giovani pittori di Camden Town.

Questro racconta come la sua visione abbia messo gli artisti britannici sulla strada dell'arte moderna.


Orari: OPENING TIMES
Da Lunedì a Domenica ore 10.00 – 18.00

  
Info: https://www.tate.org.uk

 

www.trehyus.com

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Gli animali e la loro rappresentazione dal Rinascimento a Ceruti

Gli animali nell'arte dal Rinascimento a Ceruti

BRESCIA – Palazzo del Martinengo
Via dei Musei, 30


23 gennaio – 13 ottobre 2019


La mostra trasforma la storica residenza cinquecentesca nel cuore della città in un ideale “zoo artistico”, che consentirà al visitatore di comprendere come l'animale abbia da sempre avuto un ruolo fondamentale nella grande pittura antica.


I più grandi artisti di ogni tempo hanno dedicato infatti attenzione agli animali sia in rappresentazioni autonome che in compagnia dell’uomo. In particolare, traendo ispirazione dai testi biblici, gli artisti hanno realizzato opere nelle quali l’animale è l’assoluto protagonista, come nell’Arca di Noè, oppure attributo iconografico dei santi più venerati - Girolamo con il leone, Giorgio con il drago, Giovanni Battista con l’agnello.

Analogamente l’animale è parte essenziale del racconto mitologico, della letteratura classica greca e latina, pensiamo a Diana e il suo fido cane, a Leda e il cigno, a Zeus trasformato in toro.


Sono rappresentati animali domestici, animali esotici e animali fantastici espressione della fantasia dell’artista.

Orari: Mer / Gio / Ven 9.00 - 17.30
Sab / Dom e festivi 10.00 – 20.00

Info:

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Tel. +39 327 3339846

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L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini in mostra a Forlì

Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini


Forlì – Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro, 12


9 febbraio – 16 giugno 2019


La mostra percorre sessant’anni che vanno dall’unità d’Italia allo scoppio della prima guerra mondiale e, secondo le parole dei curatori (Fernando Mazzocca e Francesco Leone), passa dall’ultima fase del Romanticismo e del Purismo al Realismo, dall’Eclettismo storicista al Simbolismo, dal Neorinascimento al Divisionismo presentando i capolavori, molti dei quali ancora da riscoprire, dei protagonisti di quei tormentati decenni.


La varietà dei linguaggi con cui sono stati rappresentati consentono di ripercorrere le sperimentazioni stilistiche che hanno caratterizzato il corso dell’arte italiana nella seconda metà dell’Ottocento e alle soglie del nuovo secolo, in una coinvolgente dialettica tra la tradizione e la modernità.


Notevole è il numero di artisti in mostra e quindi sarà anche occasione per far meglio conoscere tanti altri artisti oggi immeritatamente dimenticati.


Orari: da martedì a venerdì: 9:30 – 19:00 - sabato, domenica, giorni festivi: 9:30 – 20.00
Info:

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Tel. 0543.36217

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Milano, Palazzo Reale, Antonello da Messina in mostra

Antonello Da Messina: dentro la pittura

Milano – Palazzo Reale
Piazza del Duomo, 12


21 febbraio – 2 giugno 2019

La mostra, curata da Giovanni Carlo Federico Villa, presenta 19 delle 35 opere che rimangono oggi attribuite ad Antonello da Messina, scampate a tragici eventi naturali o perse per incuria e ignoranza degli uomini.


La mostra è occasione per entrare nel mondo dell’artista considerato universalmente il più grande ritrattista del Quattrocento.


La mostra nasce con l’intento di indagare l’arte di Antonello da Messina con uno sguardo analitico, preciso, capace di mettere a fuoco ogni singolo tratto della sua tecnica senza eguali. Per questo motivo, accanto alle opere di Antonello, vengono esposti i taccuini di Giovan Battista Cavalcaselle, grande storico e critico d’arte, che sono una guida eccezionale per condurre il visitatore alla scoperta di Antonello da Messina.


Grazie infatti alla straordinaria collaborazione attivata negli anni con la Biblioteca Marciana di Venezia sono presentati in mostra 28 fogli, dei quali alcuni su doppia pagina, e taccuini di Giovan Battista Cavalcaselle con la sua amorevole ricostruzione del primo catalogo di Antonello.


Orari: lunedì: 14.30 - 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30 - 19.30; giovedì e sabato: 9.30 - 22.30
Informazioni:  www.mostraantonello.it
Biglietti singoli: 02.92897755
Biglietti gruppi: 02.92897793
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Body Island Project: fotografia, video e danza in mostra a Napoli fino al 3 marzo 2019

Body Island Project

Napoli – Magazzini fotografici – Palazzo Caracciolo d’Avellino
Via San Giovanni in porta, 32

15 febbraio al 3 marzo 2019


Body Island Project è una performance itinerante, un’immersione poetica in un percorso spaziale ed emotivo nel quale il pubblico ha l’occasione di attraversare, percepire, osservare, conoscere alcune tracce dell’intimo rapporto tra corpo e isola.


Fotografia, video e danza sono le voci narranti attraverso le quali il visitatore può cogliere questa relazione unica grazie ad una creazione artistica site-specific.
Un quadro nel quadro, in un dialogo multimediale sulla bellezza, la luce, il tempo, la fragilità, l’anima e la carne, entrando e uscendo da verità e finzione, realtà e poesia.


Il progetto Body Island è creato e realizzato da un team di 4 professionisti:
l’idea, la regia e la coreografia sono a cura di Sara Lupoli; la direzione artistica è a cura di Roberta Fuorvia; la fotografia è di Valeria Laureano e i multimedia di Giuseppe Riccardi.


La mostra viene inaugurata  il 15 febbraio  2019 ore 19.00


Orari: mercoledì a sabato dalle 11.00 alle 19.00; domenica dalle 11.00 alle 14:30.00
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Il Paesaggio e il Territorio in mostra a Torre di Mosto

Torre di Mosto – Museo del Paesaggio
Località Boccafossa - Torre di Mosto (VE)

FINI E CONFINI. Dal paesaggio al territorio
23 febbraio - 18 maggio 2019

Il Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, seguendo il tradizionale programma di aprire una sezione stabilmente dedicata alla fotografia contemporanea, presenta nel suo primo appuntamento del 2019, una grande mostra di carattere internazionale sul tema Paesaggio - Territorio,
Un insieme di 240 opere d’arte moderna e contemporanea, con 211 artisti rappresentati, ove la fotografia viene proposta a fianco della pittura e della scultura, assegnandole uno statuto paritetico a quelle
Paesaggio - Territorio. Attorno a questo binomio si è giocata nella storia dell’arte una battaglia delle idee che ha visto prevalere il Paesaggio come visione addomesticata del Territorio, spazi confinati della vita civile che ideologicamente fondono il bello e l’utile.
Se oggi la nostra idea di Paesaggio tende ad esaurire ciò che riteniamo notevole, ed esclude tutto il resto, e cioè un Territorio pesantemente piagato dalla corsa cieca di un progresso vocato al fine del profitto, l’arte ci invita a scoprire le ragioni della disfatta della ragione, e propone motivi di riflessione intorno ai modi attraverso i quali il pensiero dominante ha creato il mito moderno del Paesaggio, ottendendo la nostra capacità di vedere le cose così come sono, e di immaginare un futuro diverso.


Orari: Sabato: 15.00 - 18.00, Domenica: 10.00-12.00 / 15.00-18.00
informazioni: Comune di Torre di Mosto – 0421324440

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Canaletto e il Settecento veneziano in mostra a Venezia - Palazzo Ducale

Venezia: Canaletto e il Settecento veneziano

Venezia – Palazzo Ducale
Piazza San Marco

CANALETTO E VENEZIA
23 febbraio – 9 giugno 2019


Apre il 23 febbraio 2019 la grande mostra dedicata a Giovanni Antonio Canal, il Canaletto, e al Settecento veneziano.
Il Settecento veneziano con le sue luci e ombre si snoda lungo le sale di Palazzo Ducale, nel racconto di un secolo straordinario e del suo protagonista: Giovanni Antonio Canal, il Canaletto. Una stagione artistica di grande complessità e valore,  di eccellenze nel campo della pittura, della scultura, delle arti decorative.
Luca Carlevarijs, Rosalba Carriera, Giambattista Tiepolo, Pietro Longhi, Giambattista Piranesi, Francesco Guardi, Giandomenico Tiepolo, Antonio Canova sono gli altri nomi che troveremo in mostra.
Fin dal suo inizio il 700 si mostra come un secolo di enorme vitalità e grandi cambiamenti, nel linguaggio dell’arte, nella storia delle idee e delle tecniche, nella vita sociale. L’esplosione  del vedutismo, la pittura di storia e quella di paesaggio, il capriccio, la grande stagione dell’incisione, la presenza europea della Serenissima e il viaggiare dei suoi eccellenti artisti. Una stagione di grande complessità e valore per la pittura, la scultura, le arti decorative, l’arte vetraria.
Lungo le sale di Palazzo Ducale si dispiega il racconto di un secolo straordinario e del suo protagonista.


Biglietti: intero € 13 – ridotto € 11 (altre offerte nel sito)
Prenotazioni online biglietto OPEN tariffa speciale  € 8,00 (valida fino al 22 .02. 2019) - Prenotazione telefonica Call center: 848082000 (dall’Italia); +39 041 42730892
Web: www.facebook.com/visitmuve - twitter.com/visitmuve_it twitter.com/ducalevenezia - www.facebook.com/DucaleVenezia

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Kimono collezione Manavello in mostra a Gorizia

A Gorizia una collezione straordinaria di Kimono

E’ aperta fino al 17 marzo 2019 al Museo della moda e delle arti applicate di Gorizia una mostra di grande interesse per la conoscenza dell’arte del vestire. Occidentalismo. Modernità e arte occidentale nel kimono della collezione Manavello 1900-1950.

Curata da Raffaella Sgubin, Lydia Manavello e Roberta Orsini Landini, la mostra espone 40 pezzi prodotti in Giappone tra il 1900 e gli anni Quaranta, che riflettono la volontà imperiale di occidentalizzare il Paese. C'è anche un singolare kimono che celebra il patto tripartito Roma-Berlino-Tokyo (1940) in cui la bandiera italiana è seminascosta dentro le cuciture mentre il sol levante e la svastica campeggiano ovunque. I 40 pezzi in mostra, kimono e haori (sovrakimono), sono una selezione del contesto storico per far conoscere al pubblico un settore della produzione tessile giapponese fino ad oggi poco esplorato.


Certamente il titolo della mostra incuriosisce: com’è possibile parlare di Occidentalismo per un capo di abbigliamento che più rappresenta la cultura orientale nell’immaginario collettivo quanto il Kimono, tradizionale abito giapponese che ancora oggi, dopo 800 anni, è rimasto praticamente identico nella forma?
Originariamente il tradizionale kimono era composto da almeno 12 parti separate che richiedevano quasi un’ora per essere sovrapposte l’una sull’altra secondo regole ben precise, tanto da richiedere l’assistenza di esperti professionisti per aiutare ad indossarli. Nel tempo si è solo semplificato per rispondere alle moderne esigenze di praticità.
Il Kimono non è però soltanto capo di abbigliamento ma spesso vera opera d’arte, una tela su cui esperti maestri riportano disegni e decorazioni rifacentisi alla natura, alla religione, all’infanzia e alle vicende più importanti della vita. Ma questi disegni e decorazioni non sono fatti per essere visti all’esterno ma si trovano all’interno, nella fodera del Kimono, a contatto con il cuore e l’anima di chi lo indossa. In questo senso il kimono è certamente espressione dell’essenza stessa della filosofia e cultura giapponese che considera l’essere più importante dell’apparire.


Ma cos’ha di straordinario la mostra di Gorizia?
Serve una breve premessa storica per evidenziare il drastico cambiamento verso il modello occidentale che investe il Giappone nella seconda metà dell’Ottocento, non solo nei settori economici ma anche in diversi aspetti della società e della vita. Questo aprirsi del Giappone che in pochi anni passa dal Medioevo all’Era industriale si fa sentire anche in Europa dove esplode una vera e propria passione per la cultura e l’arte giapponese. L’invasione di arte orientale influenza in maniera determinante alcuni impressionisti e post-impressionisti tra cui Edouard Manet, Edgar Degas, James Whistler, Claude Monet, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh, Henri de Toulouse-Lautrec; ma anche Gustav Klimt, Pablo Picasso e molti altri pittori del Novecento in Europa sentirono l’influenza dei più famosi artisti giapponesi dell’Ottocento, come Kitawaga Utamaro e Katsushika Hokusai.


E’ straordinario osservare come il nuovo filo economico e culturale che ha avvicinato il Giappone all’Occidente abbia influenzato il suo abito più rigorosamente tradizionale.
Si decorarono i Kimono con immagini ispirate nel disegno alle avanguardie occidentali, dal Futurismo al Cubismo, dall’Espressionismo all’Art Decò, dall’Astrattismo alla Pop art.


Vesti raffinate, destinate ad un ceto medio-alto, non confezionate per l'esportazione. Potevano essere apprezzate da persone colte. Indossare un Kimono che nel suo disegno ricorda opere di pittori occidentali era un modo per dimostrare la propria modernità nel rispetto della tradizione, di essere cioè al passo con i tempi grazie al disegno dell’abito indossato, ma nel rispetto rigoroso della propria cultura attraverso il più tradizionale degli abiti, il Kimono.
La mostra è anche occasione per conoscere il Museo della Moda di Gorizia, tra i pochi musei dedicati alla moda presenti in Italia ma è anche utile per riflettere sulla “missione” dei Musei  che non è solo quella di mostrare le proprie collezioni, ma di essere centro di studio e di ricerca dedicato ad indagare la materia delle collezioni, offrendo al pubblico strumenti di conoscenza e comprensione di uno spaccato inedito di storia culturale.
La mostra sui Kimono risponde certamente a questa esigenza.

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MUDEC, Giornata Mondiale dell'Antropologia

Esposizioni permanenti, collezioni e raccolte
 

Milano – MUDEC Museo delle Culture
Via Tortona,56  Milano
Collezione permanente- visita speciale con la conservatrice
21 febbraio 2019 ore 17.30


Il MUDEC, Museo delle culture è la sede che conserva le raccolte civiche etnografiche del comune di Milano e luogo di studio in materia di antropologia.
L’antropologia può contribuire a migliorare la vita delle persone? Può aiutarci a meglio comprendere il mondo in cui viviamo e favorire la risoluzione pratica dei problemi che affliggono la nostra quotidianità e le nostre società?
Il 21 febbraio 2019 verrà celebrata per la prima volta anche in Italia, a Milano la Giornata Mondiale dell’Antropologia che sarà occasione per mostrare il volto pubblico dell’antropologia, le sue applicazioni concrete, gli esempi virtuosi di attività svolte sul territorio e fornire nel contempo l’occasione per generarne di nuove
Per la prima volta dal Dopoguerra, nelle sale al primo piano del Museo delle Culture, si potrà ammirare una selezione di questo prezioso patrimonio, in un’esposizione organica e ragionata, che propone una collezione completamente restaurata e presenta il risultato di nuovi e approfonditi studi che hanno rivelato aspetti inediti di molti capolavori, alcuni in mostra per la prima volta.

I molti nuclei delle Raccolte che compongono la Collezione del MUDEC sono entrati a far parte del patrimonio del Comune di Milano in momenti storici diversi e a diverso titolo: il percorso espositivo racconta la costituzione del patrimonio civico non solo ricostruendo la cronologia della sua formazione, ma anche chiarendo il come e il perché questo patrimonio – così vasto e apparentemente disomogeneo per contenuti e provenienza – sia giunto a Milano, al fine di rivelare i molti differenti approcci che hanno condizionato la ricerca e la curiosità dei collezionisti verso i mondi più lontani.
Il percorso espositivo rappresenta un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio compiuto attraverso l’incontro/scontro con l’”altro da sé”, a partire dal XVII secolo fino ai giorni nostri, e mette in mostra oltre 200 tra opere d’arte, oggetti e documenti selezionati non solo per lo straordinario valore culturale ed estetico, ma anche, appunto, come testimonianza del sempre diverso atteggiamento con il quale la nostra società ha guardato verso orizzonti culturali sconosciuti


Visita speciale con la conservatrice ore 17.30 del 21 febbraio 2019
Web: www.mudec.it
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Palazzo Querini Stampalia e le mostre permanenti

Continuano le mostre permanenti al Querini Stampalia


Esposizioni permanenti, collezioni e raccolte


Venezia – Palazzo Querini Stampalia
Campo Santa Maria Formosa, 5252, 30122 Venezia VE

Esposizione permanente
delle raccolte d’arte della Cassa di Risparmio di Venezia ora di Banca Intesa
Dal  21 novembre 2018


La Fondazione Querini Stampalia, una delle più prestigiose istituzioni culturali veneziane, nasce nel 1869 per volontà del Conte Giovanni, ultimo discendente dei Querini Stampalia, che lasciò in eredità il palazzo in Campo Santa Maria Formosa con tutti i suoi arredi e opere d’arte.
Palazzo Querini Stampalia è una struttura complessa e flessibile, dove sale antiche si affiancano a interventi di architettura contemporanea realizzati da Carlo Scarpa, Mario Botta, che offrono una cornice stimolante e funzionale allo studio individuale, a iniziative culturali, a eventi speciali.
Il Palazzo  con l’intero patrimonio dell’antica e nobile famiglia veneziana, trasmette le atmosfere di una dimora patrizia del Settecento, e rappresenta il Museo Querini Stampalia, cui si aggiunge una ricca Biblioteca , aperta fino a tarda sera e in tutti i giorni festivi , e nuovi spazi adatti  a cogliere le proposte più avanzate della contemporaneità mediante mostre temporanee e incontri di studio, ed infine il prezioso giardino opera di Carlo Scarpa.
Ora l’offerta culturale della Fondazione cresce ancora: dal 21 novembre 2018 e per almeno vent’anni  Palazzo Querini ospita in modo permanente  anche la ricca collezione di opere d’arte e documenti storici  di ambito veneziano dal XVI al XX secolo, raccolti dalla Cassa di Risparmio di Venezia e ora di proprietà di Banca Intesa.
Si tratta di un importante patrimonio d’arte e di storia, dipinti, sculture, mobili, libri, monete offerti alla fruizione della collettività , secondo gli obiettivi del Progetto Cultura della Banca per la valorizzare le proprie collezioni.


Notevoli in particolare due dipinti di Canaletto, il grande bozzetto del Paradiso di Domenico Tintoretto e quello del Giudizio universale di Giambattista Tiepolo, oltre a opere di grandi maestri della scuola veneta fino a Caffi e Ciardi. Tra le sculture opere di Arturo Martini e Alberto Viani.
La Cassa di Risparmio aveva inoltre raccolto  un corpus di 454 manoscritti, bolle e leggi, tremila libri, tra cui il prezioso un esemplare del Polifilo, datato 1499 e uscito dal torchio di Aldo Manuzio, oltre quattromila tra xilografie e incisioni.
Palazzo Querini Stampalia, a due passi da Piazza San Marco merita una visita.


Orari

Museo, Area Scarpa, Collezione Intesa Sanpaolo e Mostre
da martedì a domenica 10.00 alle 18.00
lunedì chiuso

Biblioteca ed emeroteca
da martedì a sabato dalle 10.00 alle dalle 24.00
domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00
lunedì chiuso

email : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
web: www.querinistampalia.org

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