A pochi mesi dalla scomparsa Dep Gallery rende omaggio a Pino Pinelli, esponente di spicco dell’Arte analitica
Dep Art Gallery di Milano ospita la mostra celebrativa PINO PINELLI. Si può essere poeti con una sola parola
Fondata a Milano da Antonio Addamiano Dep Art Gallery è stata inaugurata il 22 settembre 2006 con una mostra personale di Mario Nigro.
Dal 17 settembre 2024 la galleria presenta la mostra Pino Pinelli. La pittura dagli anni Settanta a oggi a cura di Federico Sardella.
Con questa mostra, Dep Art Gallery, a distanza di dieci anni dalla prima esposizione dedicata all’artista, rende omaggio a Pino Pinelli, scomparso il 30 aprile 2024, all’età di 86 anni.
La rassegna ripercorre l’evoluzione del suo percorso artistico, dalle prime sperimentazioni monocrome degli anni Settanta, al celebre “rettangolo spezzato” che ha segnato la svolta principale nella sua indagine, sino alle grandi disseminazioni e ai lavori più recenti, alcuni dei quali mai presentati.
Pino Pinelli (Catania 1938 – Milano 2024) ha dedicato oltre cinquant’anni anni di ricerca alla pittura e al colore, esplorandone le possibilità, le declinazioni e le potenzialità, senza mai discostarsi dall’intuizione originaria e dando vita a un metodo le cui premesse di analiticità non sono mai venute meno.
Da sempre descritto e incluso in quella tendenza definita da Filiberto Menna come “Pittura analitica”, il suo lavoro, seppur evidentemente legato al dipingere più tradizionale, sconfina in un ambito che riguarda anche il rilievo e di conseguenza la tridimensionalità, tanto che i suoi elaborati appaiono in qualità di frammenti di una infinita tavolozza, magmatica e pulsante.
Come sostenuto dall’artista stesso: “Il mio lavoro è composto da più elementi:
– il senso è molteplice, in quanto nel lavoro è presente un problema di gradienza, ossia di lenta trasformazione del dato iniziale (colore);
un problema di interazione con il muro (destinatario passivo), per una relazione totale;
un problema di tattilità – trasgressione del materiale (tela non preparata che tradisce la tela stessa, si trasforma);
la poetica dei materiali – le opere sono di proporzioni ridotte, pura intenzionalità; tento un riempimento visivo dell’intenzionalità.”
In occasione della mostra sarà pubblicato un volume bilingue (italiano e inglese) i cui contenuti sono stati valutati e concordati con l’artista stesso nelle settimane antecedenti la sua scomparsa.