SPORT

SPORT (38)

Oscar dell’Aic: Mourinho miglior allenatore 2010

Non è fisicamente presente ma con il cuore e, come ormai è consuetudine, con un videomessaggio lo è. Agli Oscar del calcio italiano è stato lui a vincere: "Per me e’ fondamentale avere rispetto e ammirazione dai miei giocatori e ora ho l’impressione di averli anche anche dai miei avversari"; parliamo di Josè Mourinho. I calciatori sono andati in controtendenza con i tecnici del campionato e lo hanno votato come miglior allenatore del 2010. "Per me e’ fondamentale avere rispetto e ammirazione dai miei giocatori e ora ho l’impressione di averli anche anche dai miei avversari’’, ha spiegato Jose’, ammettendo che ‘’se il campionato italiano è cosi’ bello e difficile, il merito e’ loro e degli allenatori bravi che lavorano in serie A". "Per questo - ha concluso - ho imparato tanto: la serie A e’ difficile e lo vedo adesso che sono fuori. La difficolta’ del campionato italiano mi ha aiutato a diventare piu’ bravo".

Leggi tutto...

Leonardo: Inter, "E' la sfida più grande, impossibile dire di no".

"E' una situazione molto affascinante quella che sto viviendo, ho tanti rapoprti con tante persone qui. Sono 13 anni che sono a milano, è un giorno di grandi emozioni". Si è presentato così Leonardo all'Inter nel corso della conferenza stampa in corso alla Pinetina. Leonardo ammette di provare "Emozioni grandissime, impossibile dire di no all'Inter, sigificherebbe non viviere. L'interessamento del presidente credo che sia stato disinteressato. Oggi è un giorno molto molto speciale. Con Moratti c'è un sentimento di amicizia, certo lui è il presidente e io l'allenatore, c'è rispetto per la gerarchia ma con una stima e un rispetto molto forte". Uno dei nodi cruciali è il rapporto con il Milan, la grande ex: "Ho sempre  cercato di essere libero. Ho tante cose in comune con il Milan, lo ringrazierà per tutta la mia vita, ci sono stato 13 anni facendo il giocatore il dirigente e l'allenatore. Capello mi ha voluto in Italia, Galliani è una persona che stimo tantissimo. Col Milan ho tente cose in comune e nell'Inter torvo tante altre cose in comune. Sono libero, non ho rimpianti, ho sempre detto quello che volevo e come volevo stare in ogni realtà. Questasfida è troppo grande, troppo inaspettata, non potevo dire di no".

Leggi tutto...

Milan-Real Madrid 2-2: Inzaghi è immenso e pensa a Borgonovo

INZAGHI: "La maglia numero 69 l'avevo pronta da tanto tempo: dedico la doppietta di questa sera ai giocatori italiani, troppo spesso bistrattati. Spesso i commentatori si dimenticano di me, ora saliranno tutti sul carro: ma è bello così. Col Catania ho segnato, poi sono stato nove gare senza giocare, non è sempre facile mantenere la concentrazione e la voglia di fare, però questo stadio mi fa fare tutte queste cose. Io d'altra parte cerco di fare sempre il mio dovere, le parole di Ibra di ieri mi hanno dato una grande mano. È la serata più bella della mia carriera, non la dimenticherò mai anche se il pari finale del Real l'ha rovinata. Per il resto, ho un bel rapporto con il mister, so di non poter giocare sempre, ma devo sentirmi importante, è dura farmi passare la voglia, però ho bisogno di sentirmi importante altrimenti è dura allenarsi come faccio io. Mou? Forse qualcuno aveva ironizzato dopo le sue parole all'andata, invece diceva davvero. L'anno scorso mi ha aspetatto negli spogliatoi dopo il derby e ha voluto la mia maglia. Adesso riparte l'inseguimento a Roberto Baggio, adesso ci siamo, speriamo di farcela prima possibile. Il record l'avevo promesso a Stefano Borgonovo, lo dedico a lui".

Leggi tutto...

Milan-Real Madrid: Allegri non può sbagliare

Allegri sa di non poter sbagliare. Dopo il Ko a Madrid contro gli undici di Mourinho e la sconfitta interna in campionato contro la Juventus, l'allenatore rossonero sa bene che quella contro il Real Madrid può rappresentare una svolta, in un senso o nell'altro. Non da' la formazione del Milan che domani affrontera' il Real, ma e' convinto che sara' una gara diversa da quella giocata 'male per lunghi tratti' al Bernabeu. Il tecnico e' pure convinto che il Milan con la Juve ha perso immeritatamente ma si e' vista una squadra sulla giusta via. 'Domani sara' una partita diversa, a nostro favore - dice - e certo si dovra' fare molta attenzione. A Madrid siamo entrati in campo con timore'. per il bene del calcio italiano, bisognoso di buoni risultati, speriamo bene.

Leggi tutto...

Napoli-Milan 1-2: rossoneri secondi

Il Milan vince a Napoli e agguanta il secondo posto solitario dietro la Lazio. Partita sofferta quella dei rossoneri che prima segnano con Robinho, poi pur godendo di una supremazia numerica in campo per più di un tempo (Pazienza, ammonito due volte da Rizzoli per fallo di mano viene espulso al 46') non riescono mai ad essere realmente superiori al Napoli. Ibrahimovic segna su cross di Oddo al 27' della ripresa ma Lavezzi al 33' riapre la partita e seppur in inferiorità numerica gli uomini di Mazzarri si comportano da leoni cercando il gol fino all'ultimo minuto di recupero. Per il Milan un grande Robinho e la conferma, seppur non servisse, di Ibra; nel Napoli un cuore grande, grande e i complimenti a fine partita anche dei tifosi rossoneri. .
MARCATORI: Robinho (M) al 22' p.t.; Ibrahimovic (M) al 27', Lavezzi (N) al 33' s.t.
NAPOLI (3-4-2-1):
De Sanctis; Grava, Aronica, Campagnaro; Maggio (dal 22' st Yebda), Pazienza, Gargano (dal 39' st Dumitru), Dossena; Hamsik (dal 23' st Sosa), Lavezzi; Cavani. (Iezzo, Cribari, Vitale, Blasi). All.: Mazzarri.
MILAN (4-3-3):
Abbiati; Bonera, Nesta, Papastathopoulos, Antonini (dal 12' pt Oddo); Gattuso 6,5 (dal 41' st Flamini), Pirlo, Boateng; Pato, Ibrahimovic (dal 30' st Seedorf), Robinho. (Amelia, Yepes, Montelongo, Inzaghi). All.: Allegri.

Leggi tutto...

Milanisti poco "Allegri": Real Madrid-Milan 2-0

Non c’è stata partita, il Real Madrid ha sovrastato il Milan sia dal punto di vista fisico che da quello della tattica. Mourinho mette in campo undici “Grifoni” che come i mitici uccelli dal becco d’aquila e il corpo da leone hanno saputo difendere e custodire i tesori del Real al Bernabeu. Il Milan? Non si è visto, assente, come nullo è stato il lavoro di Allegri dalla panchina, incapace di fare scelte decisive, anzi, capace di commettere errori madornali come sostituire il migliore in campo, cioè Gattuso. Un Milan grigio e opaco, Seedorf sbaglia tanto, poca lucidità in una pratica sbrigata dal Real nel primo quarto d'ora. Mourinho ha la capacità di mettere in campo i suoi giocatori, di motivarli, di incoraggiarli. Allegri no. Umiltà, caro Massimiliano, ci vuole umiltà. Sono bastati 14’ al Real per chiudere la partita: Cristiano Ronaldo e Ozil. Il primo su punizione (al 13'), il secondo con un tiro deviato da Bonera. I rossoneri non riescono a ripartire e sbagliano molto nell'impostazione del gioco. A complicare le cose sono gli attaccanti che fanno poco movimento. Mou vola praticamente agli ottavi; il Milan dovrà fare i conti con la parola umiltà.

Leggi tutto...

E' guerra tra Rooney e il Manchester United

Tra Rooney-Manchester United è guerra. A confermarlo sono le parole dello stesso Ferguson, a quanto pare, sorpreso dal comportamento del giocatore: "Non riusciamo a capire come mai voglia andarsene - ha detto Alex Ferguson del suo numero 10 in conferenza stampa -. Siamo confusi come chiunque altro". Rooney intanto non giocherà nel match di Champions League di domani contro il Bursaspor a causa di un incidente alla caviglia. Wayne Rooney non ha che da scegliere, da una lato il Chelsea di "Sir Carletto" dall'altro il City di Mancini gli stanno facendo la corte.  La possibilità che Rooney possa trasferirsi al City è molto concreta; sarebbe stato lo stesso attaccante (rivela il Daily Mail) a confidare la concreta possibilità ai compagni di squadra. Per quanto riguarda il Chelsea , seconda opzione possibile,  la strada è un po' più in salita, poichè lo stesso Carlo Ancelotti si è detto “in attesa degli sviluppi” .

Leggi tutto...

Il punto sulla 7° giornata di A

In questa settima giornata di campionato, la Lazio vince ancora, stavolta per 2-0 sul campo del Bari, e mantiene il primato in classifica. Vincono anche Inter e Milan, restando a due punti dai biancazzurri, la Juve ne fa 4 al Lecce, mentre la Roma batte il Genoa e la Fiorentina viene sconfitta dalla Sampdoria... IL POSTICIPO - La Lazio di Reja, nel posticipo serale, ha superato il Bari per 2-0. Nella sfida del San Nicola, sono stati decisivi i gol di Hernanes e Floccari, che hanno permesso ai biancocelesti di vincere e restare da soli al comando della classifica, nonostante le vittorie delle inseguitrici. I biancazzurri hanno giocato con un nuovo schema, più offensivo, in cui Zàrate, Hernanes e Mauri agiscono da trequartisti alle spalle di Floccari. Prosegue, quindi, l’ottimo momento della Lazio, che esce vittoriosa da un campo ostico come quello di Bari. GLI ANTICIPI - Nell’anticipo giocato sabato pomeriggio in casa, il Milan di Allegri ha sconfitto il Chievo per 3-1: buona prova dei rossoneri, che stanno trovando la giusta quadratura del gioco, e continuando così saranno sicuramente protagonisti della stagione. Si comincia a vedere anche una certa intesa tra i tanti fuoriclasse dell’attacco. Zlatan Ibrahimovic, contro il Chievo, non è riuscito a trovare il gol; anzi, è incappato in una curiosa autorete che ha permesso ai gialloblu di accorciare momentaneamente le distanze. Ma ci hanno pensato Pato con una doppietta, e Robinho con un gol in contropiede allo scadere, a portare il Milan alla vittoria.

Leggi tutto...

Chi è Ivan Bogdanov?

Ha 29 anni, è disoccupato e ama la violenza. La storia di Ivan Bogdanov, il serbo che ha messo a ferro e fuoco lo stadio di Genova, è un mix di politica, criminalità e “passione” per il calcio. Ivan Bogdanov è uno dei leader storici della tifoseria della squadra belgradese Stella Rossa, la temuta Delije. E’ soprannominato Coi (si pronuncia Tsoi) e appartiene alla fazione estremista e militante degli “Ultra Boys” da tempo nota alla polizia serba. Nelle ultime ore il quotidiano serbo Bilic ha reso noto che Ivan, già soprannominato Ivan Il Terribile, è stato uno dei leader dell’assalto all’ambasciata degli Stati Uniti a Belgrado nel febbraio 2008 per protestare contro l’indipendenza del Kosovo.

Leggi tutto...

Scontri Genova, il Sindaco è furioso

“Mi domando una cosa: chi ha permesso a questi disgraziati di entrare nel nostro Paese?”: questa la domanda polemica alla quale non riesce trovare risposta Marta Vincenzi, prima cittadina del capoluogo ligure all’indomani degli incidenti di Italia – Serbia. Guarda in casa il Sindaco, che è allibito da quanto accaduto, che è sicuramente un atto gravissimo per lo sport e l’immagine di questo ma sopratutto per la sua città, che all’indomani della guerriglia inscenata dagli ultras serbi deve fare i conti con notevoli danni: “Va fatta chiarezza – dice ai microfoni di Sky Sport – Non è possibile distruggere un pezzo di città, oltre che portare un’ombra ancora più pesante sul calcio, per non aver saputo prevenire.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Back to top