LIFE AND STYLE

LIFE AND STYLE (50)

Acanthocalicium
 (Cactaceae)

Generalità:
cactacea globosa, colonnare con l'età, originaria del versante argentino delle Ande. Il fusto è grigio-verde, talvolta tendente al giallastro, con 15-20 costolature; le areole sono glabre alla base, lanose all'apice, e portano 10-12 spine gialle o brune. Dalla fine della primavera all'inizio dell'autunno gli esemplari di almeno tre anni producono numerosi fiori sulle areole attorno all'apice del fusto, di colore giallo o rosso; la specie A. violaceum produce fiori bianchi o rosa scuro.
Esposizione: coltivare gli acanthocalycium in pieno sole, o comunque in posizione molto luminosa, non amano assolutamente l'ombra. In inverno porre in luogo protetto, poichè temono il freddo sopportando al massimo temperature intorno ai 3-4°C.

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Risotto ai frutti di mare

Il risotto ai frutti di mare è un primo piatto classico della cucina italiana, ottimo sia nei mesi freddi che in quelli caldi. Ovviamente il risotto ai frutti di mare ha un risultato strepitoso se preparato con del buon pesce fresco, anche se la sua preparazione ovviamente sarà economicamente più dispendiosa. Anche se in apparenza  può sembrare una ricetta assai complessa, in realtà il risotto ai frutti di mare non richiede particolare perizia e abilità tra i fornelli, l’importante è scegliere accuratamente il pesce con cui preparare questa pietanza e dotarsi di un po' di pazienza. Il risotto ai frutti di mare che vi proponiamo in questa ricetta è preparato utilizzando cozze, vongole, gamberi e calamari ma questa tipologia di pesce  può variare a seconda dei propri gusti o in base alla disponibilità del pesce.

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Gazpacho andaluso

Il Gazpacho, è una tipica zuppa fredda di verdure crude finemente tritate o frullate, originaria dell'Andalusia, ma diffusa ormai in tutta la Spagna.

Ingredienti per 4 persone

800 g di pomodori rossi
100 g di mollica di pane raffermo
1 cipolla rossa
1 spicchio di aglio
1 cetriolo
1 peperone
aceto di vino bianco
olio extra vergine di oliva
pepe
sale

Preparazione

Fate ammollare il pane raffermo in acqua aromatizzata con un po’ di aceto. Pelate a crudo mezzo chilo di pomodori rossi, tagliateli in quarti e privarli dei semi. Mondate il cetriolo, il peperone, la cipolla e tagliate tutto a pezzi grossolani. Frullate il pomodoro assieme al pane e a tutte le verdure. Condite con un filo di olio, salate, pepate, aggiustate di aceto e lasciate riposare in frigo per almeno tre ore.
Servite con cubetti di ghiaccio e con l’eventuale accompagnamento di: due pomodori da insalata, uno verde e uno rosso e sodo, tagliati a dadini, un peperone verde tagliato a quadrettini, due cipollotti freschi o una cipolla bianca (o rossa) tagliata a quadrettini, un cetriolo tagliato a dadini, dadini di pane raffermo fritti nell’olio di oliva.
Gli accompagnamenti dovranno essere presentati in piccole ciotole separate, i commensali immergeranno nella loro zuppa quelli che gradiscono di più.

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Max Biaggi sarà nuovamente papà

"Mi sento un po' come Armstrong quando ha piantato la bandiera americana sulla luna”.

Intervistato dal settimanale "Gente" Max Biaggi annuncia che diventerà padre per la seconda volta: “È grazie alla paternità, a mia figlia Inès Angelica, che ho riscoperto il piacere del calore, delle sensazioni di cuore. Quello che per lavoro tenevo a bada è riaffiorato con prepotenza. Lei ha fatto centro nel mio cuore, è il mio punto di arrivo. Mi sento un po' come Armstrong quando ha piantato la bandiera americana sulla luna”. “Il termine è previsto per il 25 dicembre. Siamo molto felici. I nostri figli -prosegue- avranno 15 mesi di differenza. Vogliamo che crescano insieme. Li abbiamo cercati nel momento della consapevolezza: temevo che con il mio lavoro non sarei stato tanto presente, pensavo non fosse compatibile con la famiglia. Non è così. Poi Eleonora ha una spiccata indole materna. Ha scelto di diventare e, soprattutto, di fare la madre giovane, mettendo gli affetti prima di tutto”.
“Io avrei voluto un figlio da Max molto prima -aggiunge l’ex Miss Italia- già dopo qualche anno che stavamo insieme. Ma lui mi frenava: non pensava io avessi la 'dote' della maternità così radicata dentro di me. Non diventi mamma, ci nasci con questo istinto. Io glielo dicevo, lui storceva un po' il naso. Voleva capire”.
E della sua nuova vita di mamma e compagna racconta: “Essere madre è la mia dimensione naturale. E con Max ho scoperto cosa significhi trovarsi perfettamente: come due tasselli di puzzle che si incastrano. Loro e nessun altro. Se li accosti a pezzetti diversi -conclude- non ottieni risultato”. Delle nozze dicono: “Ne parliamo ma non è una priorità assoluta”.

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La velocità nel rank di Google: come migliorarla

Il vostro blog non è tra le prime posizioni sui motori di ricerca e non riuscite a capire perchè? Bene, cominciate ad analizzarlo e testarne le sue performance in termini di tempo. Se migliorerete questo aspetto sicuramente avrete riscontri migliori dai motori di ricerca. Ecco come fare…La velocità è un aspetto cruciale se si parla di miglioramento della user experience del visitatore durante la navigazione. Assicura che l’attenzione dell’utente non si sprechi durante lunghe attese di caricamento. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che l’utente non è disposto a tollerare più di 4 secondi di attesa. Se il vostro sito non ha una pronta risposta, probabilmente il vostro utente abbandonerà il sito. GTmetrix può aiutarvi a sviluppare un più veloce, più efficente e tutto sommato migliore sito web, aumentando la soddisfazione percepita dall’utente.

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La lana gigante...

Era già un pò che stavo lottando con la mia vista,che a dire la verità era già un pò scarsetta,ma da un pò di tempo sta andando irrimediabilmente a pallino(responso dell'ultima ora).Avevo già ridotto le creazioni con le perline,perchè mi risultava veramente difficoltoso,e quindi ho proseguito con la mia amata plastica,con la quale conto di poter continuare a trafficare,a creare,ma siccome chi si ferma è perduto,oggi ho tirato fuori del lavori  da finire con la lana,anche se siamo ancora col caldo alle porte,devo comunque fare qualcosa.Per prima cosa,le borse che sono la mia passione-fissazione,per cui ne ho terminato una che avevo lasciato lì in attesa.E' l'ideale per me in questo momento,perchè si lavora con i ferri grandi e punti non troppo complicati.Ora vi faccio vedere cosa ho combinato.
Fonte: http://lacivettadispettosa.blogspot.com
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La leggenda del grano

Luglio matura il grano, in alta quota è tempo di mietitura,. Una volta i mietitori si sedevano sulle scale della Chiesa del paese e al mattino i mezzadri andavano a chiamarli per portarli dove servivano e dove c’era bisogno. Il mietitore era una persona scaltra, brava con il falcetto e veloce nelle movenze, movimenti sincronizzati tra di loro dall’esperienza e dalle tradizioni tramandate in famiglie. Potevano farsi male se non erano preparati e allenati, ancora oggi a San Giorgio Lucano in provincia di Matera, si fa la danza del falcetto che mima in modo teatrale la velocità e l’arguzia che un mietitore doveva possedere, oltre ad una grande conoscenza e notevole dimestichezza delle mezzeluna con cui mietevano il grano e pronti dietro , come se un esercito radesse al suolo il campo, le maestranze raccoglievano in mazzi le spighe che ammassavano per la trebbiatura. Il grano è una pianta coltivata dalla più remota antichità per l’alimentazione dell’uomo. L’origine di questa graminacea fonda le proprie radici più nella leggenda che nella storia. Origine egiziane o asiatiche? Di sicuro possiamo dire che la coltivazione del grano offre più di 1500 varietà, rendendo quindi possibile la crescita ad ogni latitudine, in ogni stagione, su ogni terreno. Possiamo affermare , senza ombra di dubbio e senza esitazione che ogni uomo e ogni terra del mondo ha diritto al suo grano. Nel mondo contadino, o meglio agreste il grano ha assunto, nei millenni, antiche cerimonie propiziatorie.

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“Trebotti” in Teverina (Vt):

Presentato al Vinitaly (Verona) da “Trebotti in Teverina (Vt): Vino, Arte, Cultura” il Progetto “Sostenibilità ambientale: recupero, riutilizzo ed impatto ambientale”, l’evento in programma a Castiglione in Teverina dal 1° al 9 maggio 2010, realizzato dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari e dal Dipartimento di scienze Forestali dell’Università degli Studi della Tuscia, con il contributo della Camera di Commercio di Viterbo, della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo e del Comune di Castiglione in Teverina.L’idea nasce sulla scorta di studi recenti da cui emerge che politiche di gestione e miglioramento dell’agricoltura e delle foreste possono portare un contributo positivo a mitigare il riscaldamento climatico. A questi temi l’azienda agricola biologica Trebotti è particolarmente sensibile, portando avanti da tempo progetti di ricerca volti al miglioramento dell’efficienza energetica e dell’impatto ambientale delle produzioni agricole (biolago, cella d’appassimento a risparmio energetico, produzione bioetanolo e compost da vinacce e residui vegetali).

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