LIFE AND STYLE

LIFE AND STYLE (50)

Suggerire nel quotidiano & proporre prodotti tipici in rete: si può fare...

La rete, ma che bella invenzione: ci puoi trovare un po’ di tutto, dal rapporto virtuale con gli amici alle informazioni che più ti fanno comodo, dalle notizie dell’ultima orabeni e servizi che ti viene difficile reperire altrove, alle transazioni finanziarie (minimamente familiari o del tuo business)…ed ovviamente senza spostarti un attimino dalla tua scrivania e negli orari che più ti sono congeniali. Obiettivamente nessuno può negare che ci hanno di certo reso più facile e comoda la vita, compensando un attimino lo stress che la modernità (ahinoi!!) ci richiede in cambio. Quasi quasi verrebbe spontaneo inventarsi un nuovo “logo-tipo” che caratterizza l’uomo dei giorni nostri: …siamo nati per digitare!!

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Tutto il gusto e la salubrità della cipolla di Tropea...sul web!!

Chi lo avrebbe mai detto che sarebbe giunto  il giorno in cui la prelibata Cipolla Rossa di Tropea sbarcava sul web??? Eppure è così: questa  esclusiva ricercatezza, quella vera ed originale, finalmente naviga in rete ed approda sulle vetrine virtuali di portali e.commerce di prodotti tipici calabresi!!! Coltivata da novembre nelle campagne di determinati territori (calabresi in particolare per potersi a giusta ragione avvalere del titolo di prodotto IGP), viene raccolta nella tarda primavera, affinché possa essere posta in vendita nel periodo migliore:  bella, rosseggiate e soprattutto saporita e profumata.

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In Francia sarà vietato citare Facebook e Twitter in tg e trasmissioni radio-tv

Si parla di pubblicità occulta in Italia quando,  ad esempio durante un servizio di un tg, si citano marchi o nomi o si mostrano immagini che possano fare chiaramente riferimento ad aziende. I realtà la questione è molto più complessa ed è veramente sottile il limite tra citazione a scopo informativo e pubblicità vera e propria. Quante volte vi sarà capitato di leggere articoli o vedere servizi tv che facessero chiaramente riferimento a Facebook? Credo non lo ricordiate neppure, talmente numerose sono le colte che vi è capitato. Ebbene, se voi domani andaste (sicuramente molti di voi ci andranno) in Francia, questo non capiterà più.

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Torniamo all'agricoltura di un tempo...è proprio il caso!!!

Frodi e sofisticazioni alimentari, forzature chimiche sui prodotti gastronomici, offerte “da sballo” su referenze tradizionalmente di spicco, sapori artatamente contraffatti in laboratorio….. In una economia dove i numeri ormai fanno la differenza ci propinano chissà quali “alchimie alimentari studiate a tavolino”, con disprezzo del gusto e del territorio di provenienza, e con un occhio rivolto solo ed esclusivamente al prezzo: conquistare fette di mercato sembra essere il credo unico delle aziende…ad ogni costo!!

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Ecco il segreto di patè & creme della cucina calabrese

I veri cultori della buona tavola, si sa, sono sempre alla ricerca di stravaganze ed originalità che magari difficilmente si riescono a reperire nella comune distribuzione, tradizionale o moderna che sia. Un modo per deliziarsi in modo originale, anche nelle piccole cose o negli assaggini che di tanto in tanto vengono proposti come pre-pasto quotidiano oppure in occasione di ricorrenze particolari, momenti in cui le preparazioni messe in bella mostra ai commensali richiedono una cura ed una attenzione più “ricercata” per far davvero bella figura. Ecco, dunque, che crostini, assaggini e tartine varie vanno adeguatamente preparati con salsine, creme e patè di una spanna superiore rispetto al normale.

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"Sciccherie" di gusto, vero calabrese....la sardella

Rappresenta senza dubbio uno di quei prodotti della gastronomia calabrese che fa davvero gola, sia nella versione dolce che in quella piccante, che riesce a dare il meglio di sé nei suoi svariati usi di cucina. Conosciuta dagli “amanti del gusto” con varie denominazioni (rosamarina, sardellina, caviale calabrese, mustica,..) viene prodotta, nella versione originale e tassativamente calabrese, solo con neonata di sarda o alici, lavata in acqua dolce, riposta su ripiani di marmo, adeguatamente immessa in salamoia entro recipienti di terracotta (tarzaruli) per alcune settimane, amalgamata con pepe calabrese rosso macinato (all’occorrenza, dolce o piccante), e confezionata in opportuni vasetti. Il relativo composto si presenta, così, come una pasta di colore rosso, odore intenso, sapore più o meno piccante a seconda della tipologia di pepe rosso utilizzato in fase di lavorazione . Pronta per l’uso, si conserva per un periodo, in genere, discretamente lungo ( 6/12 mesi), mantenendola a temperature fresche.

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Le mille virtù e sorprese delle clementine calabresi, anche fuori stagione!!!

Ed ormai le clementine calabresi della Piana di Sibari si fanno sempre più strada!!!
Unanimamente apprezzato come uno dei migliori prodotti tipici calabresi, con il riconoscimento Igp, le sue qualità organolettiche particolari, il  sapore unico ed inconfondibile e la quasi totale assenza di semi (..ne potrete rinvenire più o meno una manciata in una intera cassetta!!) ne hanno fatto una delizia inconfondibile e ricercata nel periodo invernale, di una spanna decisamente più in alto rispetto agli analoghi agrumi spagnoli e magrebini: saranno i fattori ambientali e climatici di quello spicchio di Calabria dove viene coltivato, ma forse anche la limitatezza del periodo di produzione che  caratterizzano tale referenza, acquistabile ormai anche sul web in quantitativi opportuni alla bisogna familiare, ricorrendo a portali di prodotti calabresi.
Eppure, proprio il limitato periodo di disponibilità dell’agrume (in genere da ottobre a febbraio inoltrato) ha spinto avvedute aziende calabresi ad effettuare delle sperimentazioni di prodotto, si da rendere fruibili “i lavorati” dalle clementine 365 giorni all’anno…praticamente sempre!! Non si può, economicamente parlando, lavorare solo per 3 o 4 mesi all’anno, e poi chiudere bottega!!!
Trattandosi di un frutto dalle peculiarità salutistiche uniche, tutta vitamina C e salute, è scontato che il primo lavorato che ne potesse derivare fosse la marmellata di clementine, dicitura oltremodo esatta in quanto a norma di legge, e secondo una direttiva del 1982 dell’Unione Europea, il resto dei prodotti che sono a base di frutta ma non di agrumi può essere chiamato solo “confettura”. In tale magico ed accattivante “orcio” l’82% della frutta contenuta racconta tutta la corposità di un prodotto esclusivo, di gusti e retrogusti infiniti, di una purea lavorata naturalmente (…proprio come si usava una volta!!) senza addensanti e/o pectine varie che ne riducano i tempi di preparazione, facilitandone nel contempo la produzione. E’ sempre vero, infatti, che le cose davvero buone hanno bisogno di tanta pazienza e passione.
E dalla semplice marmellata di clementine si è poi passati a evoluzioni alternative, quali quella di Clementina & liquirizia, o di Clementine & peperoncino, due interessanti innovazioni nate dall’unione con altre peculiari eccellenze della gastronomia calabrese. Elaborazioni allettanti, che stimolano la curiosità dei cultori del gusto, di chi è insomma alla ricerca di qualcosa di nuovo che delizi il palato, e dove i siti che li propongono in assortimento nelle vetrine virtuali ne suggeriscono chicche d’uso originali ed accattivanti.
Se c’è poi da festeggiare un connubio del gusto, ma di quelli coi fiocchi, beh le clementine si sposano benissimo col cioccolato: ed ecco sul podio delle sciccherie dolciarie le Clementine golosine, spicchi di clementine candite e ricoperte di puro cioccolato fondente, un prodotto tassativamente naturale e senza conservanti, una delizia della serie “…una tira l’altra”!!
E se poi c’è da chiudere un pranzo con un tocco di originalità (magari accompagnando con un tonificante amaro), guarnire un gelato o una macedonia in maniera decisamente diversa dal solito…beh, signore e signori eccovi le Clementine caramellate, prodotto anche qui ultranaturale, visto che conosce come ingredienti solo clementine, zucchero ed acqua.
Le clementine calabresi: perchè oltre al frutto fresco e naturale c’è “moooooolto” altro da gustare!!

www.saporidellasibaritide.it

 

 

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Alla ricerca di qualche idea regalo originale, per Natale!!

Poniamo che per Natale quest’anno voglia ricordarmi di quel fraterno amico di  passate,  indimenticabili e complici scorribande giovanili, che attualmente lavora a Trieste: e sarà davvero un problema rinnovargli la mia immensa stima nei suoi confronti proprio in occasione delle festività più importanti di tutto l’anno!! E poi, se questo piccolo presente proprio deve essere, che sia qualcosa a lui gradito, originale, non i soliti e scontati regali, magari poi riciclati o messi in un angolo del nostro domestico dimenticatoio!! Ed è qui che si svela tutta la bellezza ed innovativa soluzione che la rete può offrirci: ordino direttamente da casa mia, all’ora che mi è più congeniale  (…anche di notte, se non mi gabba il sonno, o di domenica!!), con le scelte di prezzo più adeguate alla bisogna…ed al resto pensano tutto loro!! Ecco: ad esempio una confezione regalo di prodotti tipici della gastronomia calabrese, acquistabile su portali che durante tutto l’anno propongono sempre e comunque ricercatezze originali ed introvabili nella consueta distribuzione commerciale (marmellatine senza conservanti, sottoli in genuino olio di oliva, salubri salumi tipici, ecc.) e che proprio in occasione delle feste di fine anno rifanno il look alle proprie vetrine virtuali, magari integrandole con qualche delizia dolciaria del periodo  di quelle zone!! Ma siamo proprio certi che questi siti siano davvero affidabili, o non si tratta delle solite boiate di cui (..ahinoi!!) internet è piena zeppa??

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Amicizia tra donna e ... donna

Se si parla per stereotipi, l’amicizia maschile è un legame per certi versi meno intimo ma, in genere, più solido e duraturo di quella femminile. L’uomo spesso ha un discreto numero di amici storici, con cui condivide prevalentemente momenti ludici, sociali o professionali: la partita a calcetto, la birra al pub, le idee di business. Si tratta di “rapporti” spensierati e genuini dove l’allegria e il divertimento sono protagonisti. Per le donne non è quasi mai così.
Le donne hanno la straordinaria capacità di vivere con profondità ed empatia il sentimento, contrariamente all’uomo, in grado solo di vederne l’aspetto più gioviale e superficiale.
Gli uomini sono consapevoli che l’amicizia è un tassello fondamentale del loro equilibrio e   difendono quel lato creativo e versatile della loro personalità, capaci inoltre, di resistere al tempo e ai cambiamenti che purtroppo anche per “loro” si verificano. La donna, invece, superata una certa età allenta pian piano ogni legame di amicizia per poi ripescarlo all’occorrenza, per lenire qualche dolore o condividere qualche frustrazione. Le amiche si riducono così ad un’ancora di salvezza per superare i momenti critici, come una storia finita o una vita famigliare divenuta insoddisfacente, tipo un muro del pianto in carne e ossa! Quelli che un tempo erano legami autentici e preziosi si trasformano in relazioni di  utilità, destinate a colmare vuoti momentanei e a risorgere o scomparire a seconda dei bisogni, degli umori e degli avvenimenti.

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Quando l'Otello è donna

Tecnicamente si chiama gelosia retroattiva, in pratica è quello strano sentimento misto tra possessività e fastidio che si prova nei confronti delle ex fidanzate del proprio lui. Anche se in fin dei conti si tratta di storie chiuse, sepolte, talmente lontane da non essere forse esistite per davvero, capita di provare una forte forma di gelosia verso ciò che appartiene al suo passato, non riuscendo ad accettare che al nostro posto ci siano state altre donne, prima di noi. La gelosia retroattiva è una delle forme di ossessione più comuni nella coppia, che rovina la serenità individuale e ovviamente si ripercuote anche nel rapporto a due. Sapere, oppure solo pensare, che nel passato della persona che ora è “nostra” ci sono state altre donne, altre storie, altri amori,  può mandarci fuori di testa e farci assumere atteggiamenti di chiusura o di aggressione verso il partner. Immaginare che lui ha avuto altre esperienze, fa venire un nodo allo stomaco e tutte le volte che l’ex viene anche solo nominata si sta male profondamente e irrimediabilmente. Ci si convince di rappresentare una delle tante, una tacca in più sulla lista, perchè prima di noi ci sono state altre, e chissà quante ce ne saranno dopo. In questo sentimento c’è la paura del confronto, del paragone, la perdita del senso o forse più della convinzione del concetto di unicità per lui, e anche solo l’idea di entrare in un ristorante dove lui cenava con la sua vecchia fiamma fa star male, oppure sapere che ciò che indossa è un regalo fatto da lei, tremenda tragedia. Ma è possibile “guarire”...o anche solo fermarsi a pensare prima di rovinare tutto.

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