LIFE AND STYLE

LIFE AND STYLE (50)

Willy Wonka a New York: nella grande mela apre il museo del cioccolato

Willy Wonka? Esiste veramente e vive a New York. Non ha il volto stralunato di Gene Wilder né il cinismo del personaggio giunto a noi grazie alla penna sapiente penna di Ronald Dahl, autore del romanzo “La fabbrica di cioccolato”. Il mâitre chocolatier in questione si chiama Jacques Torres, di origini francesi, conosciuto come Mr. Chocolate.
Proprietario di sette negozi specializzati nella vendita di cioccolato, Torres ha deciso di aprire anche un museo a tema che può contare su un’area di quasi 500mq. 
Jacques Torres ha spiegato all’Ansa di aver preso la decisione di aprire il museo spinto dalla voglia di insegnare alle persone tutto sul cioccolato, partendo proprio dalla materia prima: i semi di cacao. 
“Abbiamo deciso di acquistare una piantagione di cacao in Yucatan, in Messico, - ha spiegato all’Ansa - ed ora produciamo i semi con cui facciamo il nostro cioccolato”.
Il museo si trova su Hudson Street a Soho. E’ aperto da mercoledì a domenica dalle 10 alle 17. 
Ma come si svolge la visita all’interno della “Fabbrica di cioccolato” di Torres? Si inizia con alcuni cenni storici sul cacao il cui utilizzo si fa risalire al 3500 A.C. Cristoforo Colombo fu colui che portò il cacao in Europa, e più nello specifico alla corte di Fernando e Isabella di Spagna i quali però non dimostrarono particolare interesse. 
Fu grazie a Hernan Cortes, lo spagnolo che conquistò il Messico e distrusse l'antico impero degli Aztechi, che il cacao venne definitivamente introdotto in Europa, grazie soprattutto all’aggiunta dello zucchero.
Dopo i cenni storici la visita continua introducendosi all’interno di una foresta con le piante di cacao. Qui viene mostrato come le antiche popolazioni dell’America Latina preparavano la bevanda al cioccolato.
Si va poi a lezione di “Art Chocolatier” e le persone possono finalmente cimentarsi nell’imparare l’arte di un vero maestro nel preparare ottimi cioccolatini. 
Il museo, come vuole la vera storia raccontata da Ronald Dahl, è pieno zeppo di contenitori traboccanti cioccolato a volontà e aree gioco per i bambini.
Il giro si completa all’interno del negozio di Jacques Torres.

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MAXXI sabato 7 febbraio, ore 11.30 LightOn Snøhetta - Kjetil Trædal Thorsen

sabato 7 febbraio, ore 11.30

Auditoium del MAXXI – ingresso libero fino ad esaurimento posti

Alternando intervista e dialogo Kjetil Trædal Thorsen, dello studio Snøhetta, presenta e approfondisce il senso del proprio lavoro, i ragionamenti, i temi e i contesti su cui ha impostato il proprio percorso professionale.
Da oltre vent’anni Snøhetta fonde architettura e paesaggio nei propri progetti, in un rapporto sempre più integrato: lo studio con base a Oslo e più recentemente a New York sembra considerare gli edifici non come elementi inseriti nell’ambiente o impreziositi dalla natura circostante, ma quali componenti essi stessi del paesaggio, massicci e semi-naturali.
Lo studio ha raggiunto fama internazionale con il progetto vincitore del concorso per la ricostruzione della famosa Biblioteca di Alessandria d’Egitto, inaugurata nel 2002.

Introducono
Margherita Guccione Direttore MAXXI Architettura
Pippo Ciorra Senior Curator MAXXI Architettura

La partecipazione al convegno riconosce
• 2 CFU per gli studenti di Roma Tre – Facoltà di architettura che seguiranno il ciclo di conferenze.
Iscrizioni aperte fino al 3 febbraio scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

incontri Light on fa parte di programma annuale di lectures internazionali di architettura a cura di iGuzzini e MAXXI e coinvolge le sedi della iGuzzini a Recanati che quella del MAXXI a Roma.

 http://www.fondazionemaxxi.it/2015/01/28/lighton/

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..in giro per la gastronomia calabrese, e ti ritrovi ancora il buon mosto cotto di una volta!!!!

Il mosto cotto (anche detto cotto o sciroppo d'uva) è un prodotto tipico agroalimentare ottenuto da uve molto mature, quindi con zuccheri maggiori rispetto a quelle dell’ordinaria vinificazione (23-25% di zuccheri). Storicamente era anche denominato vincotto o sapa, visto che, assieme al miele ed agli altri possibili succhi di frutta ridotti tramite cottura, era il tipico dolcificante dei nostri avi (lo zucchero di canna o di barbabietola erano allora sconosciuti): sapa o saba derivano infatti dal latino sàpa, in diretta affinità col termine latino sàpor. E’ una di quelle chicche della gastronomia che è ormai difficile reperire in commercio, visto che rappresenta un prodotto di nicchia da veri intenditori: eppure chi fa del suo mestiere una “mission”, ancora lo propone in vendita!!!!

oggi 2Tradizionalmente si era soliti produrlo ad ottobre, in tempo di vendemmia, pigiando uva ben matura e filtrandone successivamente il succo ottenuto. In pratica si prendeva un recipiente abbastanza capiente che accoglieva l'uva all'interno, pigiata a dovere per far fuoriuscire il succo dagli acini. Si proseguiva poi con la “diraspatura”, ovvero separando il succo fuoriuscito dalle bucce, dalla polpa e dei raspi (l'ossatura del grappolo che tiene insieme gli acini). Filtrato il succo d'uva con l'ausilio di un colino (per eliminare eventuali piccoli pezzi di polpa o di buccia) si versava il mosto in un pentolone abbastanza capiente (un tempo paioli di rame o pignatte di terracotta ormai sostituiti dall'acciaio inox) in modo da riempirlo poco più della metà (durante la cottura infatti il liquido gonfia). Lasciando bollire a lungo e lentamente (anche per ore!!), sì da ridurne il volume di almeno 3/4 rispetto all’inizio; dopodiché si lasciava raffreddare il mosto all'interno del pentolone prima di versarlo in bottiglie di vetro ben tappate per una ottimale conservazione.

Al termine del processo di preparazione si presenta come un liquido violaceo di densità e viscosità simile a quella dell'olio d'oliva, dal sapore particolarmente dolce, colore bruno scuro, densità tale da mantenere una scorrevole sciropposità, profumo gradevole ed intenso.oggi 3

Ma ciò che incuriosisce i cultori della buona cucina è l'uso del mosto cotto, diffusissimo ancora ed in particolare al sud. Come da tradizione i contadini erano soliti utilizzare molto la “saba” sia per i dolci casalinghi che per dare più sapore a piatti poveri come la polenta o per intingervi altre pietanze come lo gnocco fritto. Sembra anche che il mosto cotto potesse servire per "governare vini deboli", ovvero dare sapore, zucchero, colore a vini privi di queste caratteristiche. E l'uso finale determinava anche l'uva da utilizzare per la sua produzione, preferendo quella bianca, più dolce, ove il mosto servisse come condimento e insaporitore dei piatti; rossa per dare colore al vino. Squisito insieme ai formaggi stagionati e saporiti, il cotto d’uva si accompagna molto bene anche come condimento per l'insalata e come sciroppo per i gelati di crema e di panna.

Una curiosità: tra gli antichi contadini calabresi, all’arrivo dell’inverno e con le prime nevicate, vi era l’abitudine di preparare granite (chiamata “scirubetta”….con evidente attinenza dunque con il termine “sorbetto” di più recente uso) con neve fresca e con il cotto d’uva (o col miele di fichi): una vera delizia per grandi e piccini, visto che il gelato industriale era ancora lontano da venire!!!

….vaghi ricordi di periodi poveri, allo stesso tempo ricchi di grandi soddisfazioni che provenivano da minime cose!!!

 

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Un anti-influenzale naturale, la Propoli:....col miele per far "prevenzione", in autunno!!!

Disquisendo di "prodotti tipici calabresi" la prima idea o immagine che se ne ha è quella di squisitezze alimentari dal sapore forte, in particolare salumi, sottoli e tante altre prelibatezze di gastronomia caratterizzate prevalentemente da peperoncino piccante ed altri ingredienti decisi, da degustare magari a ritmo di tarantella & quadriglia........

Eppure la gastronomia della regione propone molto di più, tra le varie delizie alimentari. Come tra i Mieli & suoi derivati, dove non è difficile trovare delle vere e proprie chicche regionali che poco o nulla hanno a che fare con la descrizione sopra significata; prendiamo in analisi, ad esempio, una referenza delicata, a valenza salutistica e che va opportunamente considerata in particolare durante il periodo autunnale: lo Sciroppo Propoli & Miele di Eucalipto, da assumere prima dell'arrivo della stagione fredda per creare una vera e propria barriera naturale contro Sinusiti, Influenze, Raffreddori, Riniti, ecc.; in pratica una valida alternativa ai farmaci ed alle alchimie chimico-industriali per far fronte ai disturbi dovuti alle basse temperature.

La propoli tradizionalmente rappresenta, infatti, un antibiotico naturale che protegge da molti microrganismi: si pensi che già in natura viene opportunamente utilizzato dalle api per erigere un muro di difesa dianzi l'ingresso dell'alveare, evitando che indesiderati intrusi (insetti, piccoli roditori, ecc. ) entrino nell'arnia; o come "cemento mastice" per richiudere le fessure che si creano nell' alveare, per verniciare le pareti interne dell'arnia e per disinfettare gli alveoli e le celle reali.

Diffusa nella medicina popolare come antibatterico disinfettante, negli ultimi anni è stata oggetto di approfonditi studi e continue applicazioni pratiche con conclusioni sorprendenti: la Propoli può senza dubbio essere considerata un antibiotico naturale, le cui proprietà battericide ed antivirali esplicano una azione antimicrobiotica davvero efficace, combattendo le affezioni create da numerosi germi patogeni senza provocare nessuno degli effetti collaterali frequenti nei moderni farmaci.

Dunque la Propoli, unita poi alla delicatezza e squisitezza del miele di eucalipto calabrese ed infusi di erbe aromatiche, beh......se ne ottiene uno sciroppo che è davvero il massimo!!!!! Miele di eucalipto ed infusi di erbe aromatiche, come è risaputo, svolgono infatti una azione balsamica, regalando un immediato sollievo alla gola e al naso chiuso, particolarmente indicati in caso di tosse e malattie da raffreddamento. Utilissimi, infine, ai fumatori che sicuramente avranno ammorbidita e calmata la fastidiosa tosse secca spesso presente e legata al vizio del fumo.

Quest'anno facciamo "prevenzione" con lo Sciroppo Propoli & Miele: ne basta davvero poco, ogni giorno, per esser pronti ad affrontare gli acciacchi ed i fastidi della brutta stagione ormai alla porte.

http://www.saporidellasibaritide.it/scheda.asp?id=562

 

 

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Alla ricerca di buone opportunità, sul web: le primizie della bella stagione, in Calabria

Quali potrebbero essere le primizie della bella stagione, in Calabria, che possono esser commercializzate mediante l’innovativo sistema del commercio elettronico, con certezza in pratica che arrivino a destinazione in ottimali condizioni??? E’ indubbio, infatti, che il territorio offre in questo periodo una infinità di prodotti ortofrutticoli ambiti ovunque, coltivati come al solito con un occhio attento alla natura…..sicuramente di qualità: ma proporli tutti mediante un sito di vendita on.line di prodotti tipici sarebbe pressoché impossibile, visti i problemi di “tenuta” delle relative referenze.
Allora, vediamo un po’……scegliendone quelle che non “soffrirebbero durante il trasporto.

Sicuramente la proposta di un buon portale calabrese non può fare a meno delle patate novelle della Sila, prodotto ritenuto superiore in quanto viene coltivato nel Parco Nazionale, ad oltre 1000 metri di altezza, nella zona di Camigliatello Silano e dintorni, consentendole di avere forti connotazioni organolettiche e di essere l’unico prodotto di alta montagna del centro Mediterraneo. Ciò le riserva un sapore unico, forse per il fatto di possedere una percentuale di amido decisamente superiore alla media, rendendola più saporita e nutriente di quella che ordinariamente si riesce a trovare in commercio.

Tra queste spicca sicuramente poi quella “rossa”. Sorprende infatti in tutti gli usi, ma sembra dare il meglio di se stessa nella preparazione in casa degli gnocchi. Il problema di alcune patate, infatti, è quello di avere troppa acqua nella loro consistenza; di conseguenza quando si impastano non legano uniformemente con la farina, ma creano i cosiddetti "grumi", sicché la preparazione diviene un po’ più dura; la “rossa calabrese”, invece, quando la si impasta con la farina si lega perfettamente con essa senza formare grumi. Si ottiene così una consistenza di farina e patata in ugual misura, sì da aver il vero gnocco di patate.

Altra eccellenza del periodo estivo della regione è rappresentata dalla treccia di Cipolle di Tropea, appena raccolte e confezionate, affinché possano essere post in vendita nel periodo migliore: bella, rosseggiante e soprattutto saporita e profumata, dagli infiniti elementi salutistici riconosciuti unanimemente a questo naturale prodotto agricolo calabrese.

E poi, del peperoncino fresco piccante della Calabria..…ne vogliamo proprio parlare??? Rappresenta, in pratica, l’icona della gastronomia regionale, visto che la fa da padrona un po’ in tante prelibatezze gastronomiche: disporne di quello appena raccolto è davvero una chicca da non farsi mancare, da utilizzare nelle varie esigenze di cucina, ovvero da conservare per la bisogna successiva di tutto l’anno.
Ci sono, infine, un paio di “squisitezze” che sembrano a prima vista banalità…eppure rappresentano un indispensabile quanto essenziale completamento delle “cosucce” da tenere sempre a portata di mano: l’aglio in bulbi e l’origano selvatico a mazzetti, due “prodottini” che consentono di fare la differenza a qualunque preparazione gastronomica, in particolare per il loro aroma e profumo: non dimentichiamo, infatti, che sono sempre i particolari che connotano in modo originale qualunque cosa….anche, anzi specie, dietro ai fornelli.

E se queste specialità le acquistassimo tutte insieme, visto che più o meno tornano sempre utili ed essenziali in casa, magari riuscendo a spuntare un “taglio prezzo” sull’assortimento?? Più o meno come avviene quando facciamo acquisti di ortofrutta…un kilo di questo, una retina di quello, magari un assaggino di quest'altro...ed alla fine ci "scappa" pure lo sconto sul totale complessivo!!

Detto…fatto: qualche avveduto portale di vendita on line di prodotti calabresi ha indossato i panni del fruttivendolo, proponendo un assortimento di primizie calabrese....col taglio prezzo!!

I tempi sono quelli che sono……e sfruttare un risparmio anche, anzi specie su internet, non guasta mai!!!!!!

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Il buono della Calabria disponibile online

risi o non crisi gli acquisti sul web rappresentano ormai una realtà anche in Italia: vi ricorriamo un po’ per tutto, dalla prenotazione di viaggi, ai prodotti elettronici, ai libri….e perché no, anche per acquistare “tipicherie di gastronomia”, prodotti di nicchia difficilmente offerti dalla distribuzione, tradizionale o organizzata che sia. Tra questi ultimi una menzione particolare va fatta per i prodotti tipici calabresi che per la loro peculiarità, la squisitezza ed originalità hanno un “quid” di particolare che li distingue da quelli di altre regioni (senza ombra di dubbio anche essi eccezionali in termini di gusto ed esclusività).

Alcuni siti di vendita on line di specialità della Calabria, visto che la domanda delle referenze regionali è tendenzialmente ben recepita e gradita dai sempre più numerosi  internauti, ad un offerta di referenze già abbastanza “assortita” (ricordiamo che si tratta comunque e nonostante tutto di prodotti di nicchia!!) hanno accostato anche delle delizie dolciarie di buon grado e livello, in particolare prodotti elaborati secondo i più esclusivi canoni della tradizione ed artigianalità (non industriale…giusto per intenderci), e comunque preparati con ingredienti assolutamente naturali: ed ecco proposte sulle vetrine virtuali, così, tutte quelle “chicche di pasticceria”, i mignon, che stimolano la gola, il palato e la curiosità!!

<<Ma sì…..che male c’è concedersi qualche peccatuccio di gola, di tanto in tanto??!! E poi, visto che ci troviamo a realizzare l’acquisto di salumi, sottoli, formaggi, ecc. un paio di queste “fornobontà” val proprio la pena assaggiarle!!>>

Evvai, allora, con queste tentazioni di gola, partendo in primis, dalle rinomate e particolarmente elaborate “peschette”, che richiedono per la loro preparazione arte e maestria da parte di esperti pasticcieri: dolci dal bellissimo impatto visivo, costituiti da un morbido corpo di pasta biscotto ripieno di crema nocciola ed imbevute in bagna alkermes, limone o mandarino; sono questi liquori, infatti, che connotano e danno colore in maniera particolare alle varietà proposte.

Chiaramente non può mancare il classico assortimento di dolcetti di pasta di mandorle, gustosissimi e squisiti per via del cuore morbido che si scioglie in bocca, racchiuso da un guscio leggermente consistente: dolcetti di origini antichissime dove la tradizione di pasticceria calabrese ha fortemente conservato la ricetta tradizionale, garantendone così la bontà di sempre. Le varie tipologie proposte vanno ad esempio da quelli alla fragola, al limone o al pistacchio; ai fior di mandorla o quelli più tradizionali e canonici con la ciliegina al centro.

E l’assortimento continua, spaziando dai fiocchetti di pasta frolla farciti con marmellata di limone, albicocca, crema di nocciola, ciliegia o ricoperti di cioccolata; ai “boccioli” ed “occhi di bue”, deliziosi dessert di pasta frolla farciti con marmellata di limone, albicocca, crema di nocciola o cioccolato; o ancora i morbidi pasticcini al cocco,…..

Il tutto a prezzi decisamente competitivi...perché chi gestisce un e.commerce deve saper "prendere per la gola & farvi risparmiare"!!!!

Link: http://www.saporidellasibaritide.it

 

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AUTOPRODURSI l'olio extravergine di oliva

Proposte turistiche responsabili - AUTOPRODURSI l’olio extravergine di oliva.



Una bella iniziativa, quella della società agricola “de Matteis”, azienda salentina di nuova costituzione in località Castiglione d’Otranto, votata all’agricoltura biologica, i cui soci, sono due fratelli “under 35”.
In un periodo critico come quello che stiamo vivendo, l’autoproduzione e l’autosufficienza posso essere soluzioni positive. L’idea nasce dalla possibilità di conciliare una vacanza, o anche un semplice week-end, con la possibilità di ritornare a casa carichi di esperienze e portare con sé dell’olio extravergine di oliva biologico autoprodotto, sufficiente per tutto l’inverno.
Chi non vorrebbe vivere l’esperienza unica ed affascinante della raccolta delle olive ed assaporare l’olio appena spremuto? Trascorrere una vacanza diversa in armonia coi ritmi della natura dove i gesti e l’atmosfera sono rimasti immutati da secoli?

Presso il"Casino Piarmi", sito all’interno dell’azienda agrituristica biologica “de Matteis”,  potrete partecipare alla raccolta delle olive e alla molitura in frantoio per dare così  il benvenuto all’olio nuovo.
All’interno dell’uliveto, che circonda le camere a disposizione degli ospiti, la mattina potrete imparare a raccogliere le olive insieme agli operai specializzati messi a disposizione dall’azienda che vi spiegheranno tutti i principali segreti di questa antica pianta dalle innumerevoli virtù, considerata dagli antichi greci “un dono della dea Atena agli uomini”.
Verrà servita nella mattina una tipica merenda contadina “ricostituente” all’ombra degli ulivi.
Il pomeriggio poi, si andrà al frantoio per la molitura e anche qui  si scopriranno tutti i processi che portano alla nascita di un prodotto che tutto il mondo ci invidia. Alla fine avrete la soddisfazione di assaggiare l’olio nuovo alla cui nascita avrete contribuito anche voi.


L’azienda che, da decenni ormai, pratica una agricoltura biologica e sostenibile e produce olio DOP Terra d’Otranto biologico certificato, apre le porte ai turisti ed amanti del turismo sostenibile, delle tradizioni e della gastronomia tipica in genere.

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Profumi del sud: l'aglio e l'origano selvatico della calabria

Il vero gusto, a tavola, impone una attenzione ed una ricerca certosina anche di quei piccoli ingredienti e particolari che riservano quel qualcosa in più a tutte le preparazioni, in cucina. Bazzecole, pensiamo a prima vista, in realtà vere e proprie perle di gusto, che regalano un sapore di “tempi andati” ad ogni pietanza, specie ai giorni nostri nei quali siamo abituati ad una alimentazione quasi piatta ed insignificante, presi come siamo dal corri e fuggi quotidiano…..anche a tavola!!

Una ragione validissima che qualche sito di prodotti tipici calabresi ha adeguatamente considerato, riservando ai propri utenti alcune di queste chicche di una spanna decisamente più in su rispetto a quanto si riesce ad acquistare comunemente nel commercio ordinario.

Ecco, ad esempio, l’aglio calabrese: bulbi di colore bianco con venature tendenti al rosa, che si qualifica come uno dei migliori in assoluto in commercio, specie se paragonato a quello proveniente dall’est Europa, magari più economico, sì…ma praticamente insipido. Saranno le caratteristiche intrinseche del terreno della regione, il fatto che viene coltivato, raccolto e preservato in maniera assolutamente tradizionale (estirpato a giusta maturazione dai campi, essiccato e conservato in ambienti freschi ed asciutti, si da poter mantenere il suo gusto per i periodi a venire) ed altre infinite ragioni che lo rendono unico ed esclusivo nel palato.

Obietterete “ma l’aglio non ha un buon odore”; chi sa di cucina racconta che se viene usato cotto lascia solo il suo aroma alle pietanze, e nulla più !!! Ove invece, e per una qualunque ragione, lo si usi crudo, basta poi masticare foglie di prezzemolo o di menta…o ancora qualche chicco di caffè, ed il pericolo “alito cattivo” è decisamente ridimensionato.

Altro ineguagliabile aroma che la cucina calabrese riserva ai suoi tanti estimatori è rappresentato dall’origano selvatico che viene raccolto nelle colline della pre-sila, in genere tra la primavera e l’estate, allorquando la fioritura è al “top”; viene poi assemblato a mazzetti ed essiccato tassativamente all’ombra (il sole potrebbe essere pregiudizievole, in tal senso!!) dopodiché basta sbatacchiarlo su di un panno, sì da raccoglierne l’essenza che regala il suo odore e profumo già nei primi istanti: se lo si vuol conservare per più tempo (specie per gli usi di cucina a valenza “invernale”) è sufficiente tenerlo in contenitori di vetro ben sigillati.

Ed eccolo qui, pronto a regalare la sua magica fragranza ed aroma ad insalate, salse, bruschette, carne, pesce e molti tipi di pietanze tipiche meridionali: ce ne sarete infinitamente grati per avervene suggerito l’esistenza.…perché di pari gusto, in giro, ne troverete ben pochi!!

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Meraviglie...del gusto: le confetture calabresi di cedro, kiwi e di bergamotto, per esempio!!!

Cedro, bergamotto e kiwi della Calabria: un trio di frutti dell’agricoltura regionale che riesce a strabiliare, con sapore, nei suoi vari utilizzi della gastronomia regionale. Vediamo un po’…..

Il cedro è essenzialmente un agrume coltivato un po’ in tutta la regione, in particolare nel tratto tirrenico della provincia di Cosenza (in particolare nella zona denominata appunto “Riviera dei Cedri”) sposandosi alla perfezione con un habitat naturale, caratterizzato da un  microclima ideale per via delle temperature miti durante tutto l'anno e senza particolari escursioni termiche. Il cedro, infatti, è una pianta mediterranea che non preferisce i venti freddi provenienti da nord e le temperature rigide. I terreni ideali per una coltivazione ottimale sono quelli di argilla calcarea mista a sabbia e humus, con presenza di azoto e potassio, propri della Calabria.

Si tratta di un arbusto che arriva sino ai 4 metri di altezza, con fiori profumatissimi dal colore rossastro verso l’esterno e bianchi nell’interno, frutto ovoidale dalla buccia ruvida e spessa che costituisce il 70% circa della massa totale.

Il suo succo viene utilizzato dall'industria alimentare, per ottenerne bibite analcoliche, frutta candita, liquori, ecc: ma è nell’arte pasticceria che offre il meglio di sé, considerando le peculiarità ed il gusto che regala nelle creme per dolci e nei prodotti tipici della regione.

Il bergamotto rappresenta una ulteriore eccellenza della produzione agricola della regione, anch’esso un agrume dal frutto a forma sferica di colore giallastro, con fioritura nei mesi invernali. L’habitat ideale di produzione è il reggino, sotto l’Aspromonte in particolare, a cavallo in pratica tra il Tirreno e lo Ionio.

L’ essenza che se ne ottiene garantisce una  discreta imprenditorialità agricola della zona: ne e’ ben noto in Italia oltre che all’estero, infatti, l’uso nella industria profumiera, visto che i suoi 300 e più componenti chimici e l’olio essenziale “fissano” il bouquet aromatico dei profumi, esaltandone la freschezza e la fragranza; così come riconosciuto è il suo utilizzo nell’industria farmaceutica, per il potere antisettico ed antibatterico del frutto.

Ciononostante non dimentica quella che è la sua “mission”principale: trattandosi di un agrume, viene largamente usato nell’industria alimentare e dolciaria come aromatizzante di liquori, the, caramelle, canditi, ecc.

Il kiwi è una pianta da frutto che originariamente nasce in Cina, ma che fu portata in Nuova Zelanda all'inizio del secolo scorso: fu proprio qui che prese questo curioso nome, per via della  somiglianza con l'omonimo volatile. Una quarantina di anni fa se ne sperimentò l’impianto in Italia e grazie ad una buona domanda da parte dei consumatori ben presto la produzione nazionale raggiunse dimensioni considerevoli, affrancandosi come il maggior produttore a livello mondiale.

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Sapori che non si dimenticano facilmente - I funghi della Sila

Sarà per via della ideale collocazione geografica, delle caratteristiche geomorfologiche della regione, del particolare clima mediterraneo e temperato du cui gode anche nel periodo estivo, di una serie di altre infinite ragioni…fatto è che la Calabria ha una buona, anzi eccellente produzione di funghi: almeno 3000 specie, senza tener conto di quelle microscopiche!!
Questa risorsa naturale riveste una grande importanza, sia per la soddisfazione dei tanti ricercatori che per il valore economico integrante per l’economia di molte popolazioni montane. Grazie alla abbondante presenza, i funghi in Calabria sono molto utilizzati nella cucina, visto che infiniti sono i piatti a base di funghi assaporati nella ristorazione calabrese.

In particolare l’altopiano della Sila, per la presenza dei laghi ( Cecita, Ampollino e Arvo) si caratterizza  per la disponibilità del rinomato Lactarius delicius, detto "Rossitto,  rosito o pinicolo", poiché possiede un colore rosato ed in genere si trova sotto secolari pini o comunque boschi di conifere. Il “re” per antonomasia della “micologia silana” ha il cappello con forma a ombrello, presenta decorazioni squamose da biancastre a marrone-grigiastre, regolari e persistenti. Le lamelle sono fitte, larghe, ventricose, facilmente separabili dal cappello bianco-crema, a sfumature rosaceo-brune quando è in maturità. La carne è bianca e immutabile, con odore lieve di nocciola e sapore unico.

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