ARTE

ARTE (940)

DOMON KEN PORTA IL GIAPPONE ALL'ARA PACIS

Roma - A servirla su un piatto d'argento è il programma che celebra il 150° anniversario del primo Trattato di Amicizia e Commercio, firmato il 25 agosto 1866, tra Italia e Giappone, per dare inizio ai rapporti diplomatici tra i due Paesi. In quest'ambito nasce la la mostra "Domon Ken. Il Maestro del Realismo Giapponese" che nel Museo dell'Ara Pacis, anche se risulta incredibile, allestisce la prima mostra monografica mai realizzata fuori dai confini giapponesi su uno dei padri della cultura nipponica contemporanea.

Attraverso un corpus monumentale di circa 150 fotografie, in bianco e nero e a colori, scattate tra gli anni Venti e gli anni Settanta del Novecento, l'esposizione nuota come una carpa tra le correnti agitate del secolo attraversando le due Guerre e tirando ancoraggi tra fotogiornalismo e fotografia di propaganda per poi immergersi negli abissi del dramma di Hiroshima a cui Domon Ken rispose come ad un dovere umanitario inclinando le sue cronache verso un realismo sociale e costruendo nel suo reportage la prima grande opera moderna del Giappone.

Il percorso, curato dalla professoressa Rossella Menegazzo, docente di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale all’Università degli Studi di Milano e dal Maestro Takeshi Fujimori, direttore artistico del Ken Domon Museum of Photography, racconta per tematiche di come il maestro tracciò in tal modo un solco nella storia della fotografia giapponese del dopoguerra aprendo la via del realismo e posando la pietra su cui edificare la produzione fotografica dei decenni a seguire.

Con un atteggiamento neutrale, Domon Ken depurò le sue istantanee da ogni drammaticità allo scopo di restituire una sintesi cristallina e diretta della connessione tra macchina e soggetto. E i suoi soggetti li andò a cercare nella vita quotidiana, osservando la società, le sue spinte, le sue tradizioni, a testimoniare "i destini della gente, la rabbia, la tristezza, la gioia del popolo giapponese”.

di Ludovica Sanfelice

Leggi tutto...

L'ARTISTA JR FA SPARIRE LA PIRAMIDE DEL LOUVRE

Mondo - Capiterà di notare un particolare affollamento davanti alla Piramide del Louvre in questi giorni, tenete presente che non si tratta della coda per accedere al Museo. Qui ci si dispone ordinatamente in fila per scattare una foto e testimoniare la scomparsa improvvisa dell'iconica struttura in ferro e vetro progettata da Ieoh Ming Pei e inaugurata nel 1989.

In realtà la Piramide è stata solo nascosta, incartata dallo street artist JR (su Twitter @JRart) in una colossale illusione ottica che ne camuffa la presenza in pieno giorno. Il fotografo graffitaro, su invito del Louvre, ha infatti creato una stupefacente installazione collage avvolgendo integralmente il monumento in una maxi fotografia che riproduce l'immagine del palazzo del Louvre confondendo la struttura con lo sfondo alle sue spalle.

L'opera dall'esotico scheletro, quando fu ideata e collocata nello spiazzo antistante il Museo, come spesso accade (non si sa il polverone che si levò per il Pompidou), divenne oggetto di scherno, polemiche e secchi rifiuti, ma poi, come altrettanto spesso succede, nel corso degli anni ha finito per assumere il carattere nobile di un classico divenendo simbolo di Parigi e dell'intero complesso museale. L'artista, come un prestigiatore, gioca con quella tempestosa accoglienza ed evoca attraverso il ricordo e la fantasia le sembianze che il Louvre avrebbe in sua assenza.

C'è tempo fino al 27 giugno per ammirare l'incantesimo.

 

di Ludovica Sanfelice

Leggi tutto...

LE IDEE DI SOL LEWITT IN MOSTRA A MILANO

DAL 24 MAGGIO AL 25 NOVEMBRE 2016
Milano - Sol LeWitt, padre di quell'arte concettuale in cui l'idea trionfa sull'esecuzione, sarà protagonista a Milano di un'esposizione che tra gouache, acquerelli e disegni, presenterà 34 opere su carta e tre progetti per i celebri Wall Drawings che caratterizzano la sua produzione.

Proprio i Wall drawings, poi realizzati dai suoi assistenti, costituiscono un'espressione formidabile dell'arte LeWittiana e del ruolo secondario assegnato all'oggetto e alla realizzazione rispetto al primato dell'idea. Lo sviluppo per quanto complesso è in effetti una conseguenza del pensiero.

La visione rigorosa e molto schematica che l'artista americano aveva dell'opera e il dialogo ingaggiato con la mente del suo pubblico piuttosto che con le sue emozioni saranno dunque il terreno su cui spiegherà il volo la ricognizione dello Studio Giangaleazzo Visconti a Milano che dal 24 maggio, inseguendo le lineei, le geometrie, i volumi, le curve e i moduli di Lewitt risalirà dal rettangolo di Folded Paper (1971) fino alle grandi figure di solidi irregolari di Geometric Figures (1997) che nell’uso astratto e matematico del colore stabiliscono rapporti con la pittura di Piero della Francesca, per concludere con le ondulazioni e i grovigli gettati come fondamenta alla base di interventi pubblici per l’Ambasciata Americana alla Porta di Brandeburgo a Berlino o per la Metropolitana di Napoli.

di Ludovica Sanfelice

Leggi tutto...

MARCHI E LOGHI AI TEMPI DELL'ANTICA ROMA

DAL 13 MAGGIO AL 20 NOVEMBRE

Roma - Quando si parla di loghi, marchi e firme l’associazione spontanea conduce ad un sistema produttivo e culturale dell’era moderna. La necessità di siglare la merce e gli oggetti con un segno d’identità ha però radici molto più antiche. Lo racconta la mostra “MADE in Roma. Marchi di produzione e di possesso nella società antica” che dal 13 maggio al 20 novembre richiamerà al Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano preziose testimonianze della pratica di marcare con signa manufatti, derrate e persino persone se pensiamo ai soldati o agli schiavi.

Avvalendosi di prestiti di musei come l’Archeologico di Aquileia, il Römisch-Germanisches Museum di Colonia, e l’Arheološki muzej di Spalato la mostra esplorerà il sistema di simboli che caratterizzò i commerci nel periodo della Pax augustea quando le diverse regioni dell’Impero espansero e regolarono gli scambi all’interno di un’organizzazione comune.

Con l’ausilio di apparati multimediali e un calendario di attività didattiche, la mostra illustra la natura industriale del marchio, il suo carattere identificativo, il suo valore in termini di memoria, il suo impiego nella guerra. Senza lasciarsi sfuggire l’occasione, nella sezione conclusiva, di spiegare come il concetto di marchio sia giunto ai giorni nostri.

di Ludovica Sanfelice

Per maggiori informazioni: http://www.arte.it/notizie/roma/marchi-e-loghi-ai-tempi-dell-antica-roma-11737

Leggi tutto...

I BIZZARRI PERSONAGGI CHE POPOLAVANO LA CORTE MEDICEA IN MOSTRA A PALAZZO PITTI

Firenze - La Galleria Palatina apre la botola dei suoi depositi sciogliendo le briglie di un chiassoso gruppo di buffoni, villani, nani e comici. Figure marginali, grottesche e silvane cariche di gioiosa malinconia venute a raccontare gli aspetti meno nobili e fuor d'etichetta della vita sociale e di corte.

Attraverso la pittura e la scultura di genere tesa a ritrarre il rovescio della medaglia, spesso con intenzioni morali o didascaliche, si spalanca una finestra su un universo variopinto, bizzarro e ludico popolato di personaggi che si muovevano al seguito di granduchesse e principesse. Un tema ricorrente nelle collezioni medicee adesso raccolto in un percorso allestito nell'Andito Palazzo Pitti fino all'11 settembre e in un secondo itinerario tracciato nel Giardino di Boboli dove dove si assiepano sculture curiose come la fontana del Cioli con il suo nano Barbino a cavallo di una tartaruga.

Oltre ai lavori conservati nei depositi citati la mostra a cura di Anna Bisceglia, Matteo Ceriana e Simona Mammana conterà su contributi della Galleria delle Statue e delle Pitture di Firenze radunando una trentina di opere del Seicento e del Settecento metà delle quali restaurate in occasione dell'esposizione e firmate anche da artisti di notevole caratura come Giambologna, Suttermans, Gabbiani e Bronzino.

di L. Sanfelice

Per maggiori informazioni: http://www.arte.it/notizie/firenze/i-bizzarri-personaggi-che-popolavano-la-corte-medicea-in-mostra-a-palazzo-pitti-11761

Leggi tutto...

GIANNI BERENGO GARDIN. "VERA FOTOGRAFIA". REPORTAGE, IMMAGINI, INCONTRI

Dal 19 Maggio 2016 al 28 Agosto 2016
ROMA
LUOGO: Palazzo delle Esposizioni

CURATORI: Alessandra Mammì, Alessandra Mauro

ENTI PROMOTORI:
Roma Capitale
Azienda Speciale Palaexpo
In collaborazione con Contrasto e Forma Fotografia

COSTO DEL BIGLIETTO: intero € 12,50, ridotto € 10, ridotto 7/18 anni € 6, gratuito fino a 6 anni, scuole € 4 per studente con prenotazione obbligatoria per gruppi e scuole. Ingresso gratuito per gli under 30 il primo mercoledì del mese dalle 14 alle 19

SITO UFFICIALE: http://www.palazzoesposizioni.it

COMUNICATO STAMPA:
"Vera fotografia” intende ripercorrere la lunga carriera di Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure 1930), il fotografo che forse più di ogni altro ha raccontato il nostro tempo e il nostro paese in questi ultimi cinquant'anni. La sua vita e il suo lavoro costituiscono una scelta di campo, chiara e definita: fotografo di documentazione sempre, a tutto tondo e completamente.

In mostra saranno esposti i suoi principali reportage. Accanto alle celebri immagini, ve ne saranno altre poco viste, addirittura inedite in modo da offrire nuove chiavi di lettura per comprendere il suo lavoro e, attraverso questo, il ruolo di visione consapevole della realtà che una “vera fotografia” può offrire.
Essere fotografi per Berengo Gardin significa assumere il ruolo di osservatore e scegliere un atteggiamento di ascolto partecipe di fronte alla realtà, così come hanno fatto i grandi autori di documentazione del Novecento. In questi anni, del resto, l’autore è stato sempre in prima linea per raccontare, come avrebbe detto il sociologo e fotografo statunitense, Lewis Hine, quel che doveva essere cambiato, quel che doveva essere celebrato. Con la sua macchina fotografica si è concentrato a lungo soprattutto sull’Italia, sul mondo del lavoro, la sua fisionomia, i suoi cambiamenti, registrati come farebbe un sismografo. Oppure sulla condizione della donna, osservata da nord a sud, cogliendo le sue rinunce, le aspettative e la sua emancipazione. O sul mondo a parte degli zingari, cui l’autore ha dedicato molto tempo, molto amore e molti libri. “Quando fotografo - ha detto Berengo Gardin - amo spostarmi, muovermi. Non dico danzare come faceva Cartier-Bresson, ma insomma cerco anch’io di non essere molto visibile. Quando devo raccontare una storia, cerco sempre di partire dall’esterno: mostrare dov’è e com’è fatto un paese, entrare nelle strade, poi nei negozi, nelle case e fotografare gli oggetti. Il filo è quello; si tratta di un percorso logico, normale, buono per scoprire un villaggio ma anche, una città, una nazione. Buono per conoscere l’uomo”.

Rispettando la successione temporale dei reportage realizzati nel corso della lunga carriera di Berengo Gardin, la mostra sarà divisa in sei ampie sezioni intrecciate tra loro in un unico percorso: Venezia; Milano e il lavoro; Manicomi, zingari e foto di protesta; Italia e ritratti; Le donne; Visioni del mondo: paesaggi e Grandi Navi.

Gianni Berengo Gardin è nato a Santa Margherita Ligure nel 1930. Dopo essersi trasferito a Milano si è dedicato principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale ha documentata le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 ha vinto il Leica Oskar Barnack Award. È molto impegnato nella pubblicazione di libri (oltre 250) e nel settore delle mostre (oltre 200 individuali). Contrasto ha pubblicato di recente Il libro dei libri (2014) che raccoglie tutti i volumi realizzati dal maestro della fotografia (oltre 250), Manicomi (2015) e Venezia e le grandi navi (2015). L’intera produzione e l’archivio di Gianni Berengo Gardin sono gestiti da Fondazione Forma per la Fotografia di Milano.

Per maggiori informazioni: http://www.arte.it/calendario-arte/roma/mostra-gianni-berengo-gardin-vera-fotografia-reportage-immagini-incontri-27687

 

Leggi tutto...

I TESORI DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI PERUGIA E IL CARAVAGGISMO NELLE COLLEZIONI DI PERUGIA

Dal 20 Marzo 2016 al 20 Novembre 2016
PERUGIA
LUOGO: Palazzo Lippi Alessandri
CURATORI: Francesco Federico Mancini
ENTI PROMOTORI:
Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
Fondazione Carlo Colaiacovo
Comune di Perugia
COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 075. 5724563
E-MAIL INFO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
SITO UFFICIALE: http://www.fondazionecariperugiaarte.it/

COMUNICATO STAMPA:
Questa esposizione “"I Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e il caravaggismo nelle collezioni di Perugia”", marca i venti anni di collezionismo d'arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e propone quanto, in tema di opere d’arte, è stato da essa acquisito.
Si tratta di oltre 50 dipinti di grande rilievo rappresentativi non solo delle esperienze artistiche che si affermano in Umbria nell’arco di quattro secoli, dal Trecento al Settecento, ma anche di altri aspetti della cultura figurativa italiana dal Rinascimento al Barocco.

Presentata nelle stesse date e nello stesso spazio espositivo, è la mostra dedicata al caravaggismo nelle collezioni di Perugia.

Una doppia occasione, quindi, per ammirare da un lato le opere più importanti della collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, dall’altro una mirata selezione di dipinti caravaggeschi appartenenti a collezioni pubbliche e private del capoluogo umbro.
Il tutto in un contesto d’eccezione collocato in pieno centro storico: il Palazzo Lippi Alessandri, acquistato e recentemente restaurato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

A promuovere questo importante appuntamento è il Presidente della Fondazione Carlo Colaiacovo che ha affidato la curatala dell’evento a Francesco Federico Mancini, professore ordinario di storia dell’arte nell’Università di Perugia, il quale, per la parte relativa ai caravaggeschi, si è avvalso della collaborazione di Silvia Blasio, anch’essa docente nell’ Università di Perugia.

Il ricco patrimonio d’arte della Fondazione viene presentato in sette sezioni tematiche.

Il curatore ha scelto di iniziare con una selezione di paesaggi e nature morte. I dipinti vengono presentati nella luminosa sala ad arcate dove un tempo si svolgevano le operazioni bancarie della ex Cassa di Risparmio di Perugia che nel palazzo aveva sede. In questa prima sezione si trovano opere del perugino Pietro Montanini, dotatissimo allievo di Salvator Rosa, di Francesco Allegrini, piacevolissimo pittore lungamente operante a Gubbio, di Alessio De Machis, prolifico paesaggista attivo a Perugia negli ultimi anni del suo tormentato percorso biografico, di Nicola Giuli, anch’esso nativo di Perugia, specialista nel dipingere fiori, animali e nature morte.

La seconda sezione è dedicata ad alcune delle opere più prestigiose della collezione della Fondazione, espressione della pittura umbra del Rinascimento. La scuola perugina è richiamata da una Madonna con il Bambino di Pietro Perugino e da una Madonna con il Bambino e san Giovannino di Bernardino Pintoricchio. Una Madonna con il Bambino tra i santi Tommaso e Sebastiano di Matteo da Gualdo dà conto della superba qualità di questo eccentrico maestro del tardo Quattrocento, molto amato da Federico Zeri, mentre una drammatica Deposizione di Niccolò di Liberatore eseguita in collaborazione con il figlio Lattanzio si esprime nei toni accorati di una non dimenticata suggestione espressionista di impronta medioevale. Un Santo Stefano lapidato, eccelso lavoro di Luca Signorelli, sta infine a documentare gli importanti intrecci culturali che agli albori del Cinquecento attraversano l’Umbria rinascimentale.

La terza sezione riunisce, fra l’altro, sette opere di Gian Domenico Cerrini detto il Cavalier Perugino, un artista recentemente riscoperto grazie alla mostra monografica che dieci anni fa la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ha inteso dedicargli.

La quarta sezione presenta opere di grande formato di Federico Zuccari, di Ippolito Borghesi, di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio, di Giovanni Baglione, tutti artisti che, tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, ebbero contatti con la realtà perugina ed umbra.

La quinta e la sesta sezione mettono in mostra le più recenti acquisizioni della Fondazione tra cui una Croce di Nicola di Ulisse da Siena, una Strage degli innocenti di Matteo di Giovanni, una Madonna con il Bambino di Perino del Vaga, una Croce del siciliano Pietro Ruzzolone, un intenso Omero del ticinese Pier Francesco Mola e un bel Autoritratto giovanile di Giovanni Baglione.

Omaggio al territorio è la settima sezione dedicata all’iconografia francescana. Essa trova il suo culmine in un bellissimo dipinto del Cerano e un piccolo San Francesco in meditazione di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino.

La progettazione della sezione "caravaggeschi" trae spunto dal fatto che in Perugia sono presenti opere di ottimo livello che in maniera diretta o indiretta si rifanno alla lezione di Michelangelo Merisi. Perno della sezione è costituito dal grande dipinto di Giusto Fiammingo, raffigurante La fuga del giovane nudo, già nella collezione Giustiniani di Roma, ora di proprietà della Galleria dei Gerosolimitani di via dei Priori a Perugia.
Accanto a questa tela vengono esposti i due magnifici Valentin de Boulogne della Galleria Nazionale dell'Umbria e una tela raffigurante I cinque sensi, di proprietà della Fondazione Orintia Carletti Bonucci che è copia antica tratta dal capolavoro di Valentin oggi nella Galleria Nazionale di Londra. La Fondazione Carletti Bonucci è inoltre proprietaria di due quadri del cosiddetto Maestro di Baranello, un raro pittore di cultura caravaggesca che sente parallelamente il richiamo del classicismo primo-seicentesco. Anche queste tele saranno in mostra, unitamente a un bel San Giovanni della Fondazione Marini Clarelli Santi e a un dipinto attribuito allo Pseudo-Salini della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia (Collezione Marabottini). L'esposizione include infine tre dipinti provenienti dal collezionismo privato: uno attribuito a Paolo Guidotti, notevole per forza espressiva e incisività realistica, uno attribuito al Jan Janssens e uno, davvero intenso, raffigurante Dedalo e Icaro, ritenuto di Orazio Riminaldi. Dalla selezione delle opere suddette si comprende come il linguaggio di Caravaggio abbia influenzato svariate aree geografiche svolgendo un ruolo unificante non solo a livello nazionale.

Inaugurazione 20 marzo 2016
Orari:
dal martedì al venerdì, 15.30-19.30
sabato, 11-22; domenica, 11-20

Per maggiori informazioni: http://www.arte.it/calendario-arte/perugia/mostra-i-tesori-della-fondazione-cassa-di-risparmio-di-perugia-e-il-caravaggismo-nelle-collezioni-di-perugia-25379

Leggi tutto...

LA BELLEZZA RITROVATA. CARAVAGGIO, RUBENS, PERUGINO, LOTTO E ALTRI 140 CAPOLAVORI RESTAURATI

Dal 01 Aprile 2016 al 17 Luglio 2016
MILANO
LUOGO: Gallerie d'Italia

COSTO DEL BIGLIETTO: Intero 5 € | Ridotto 3 € | Visita guidata 10 € compreso microfonaggio + 3 € ingresso

TELEFONO PER INFORMAZIONI: 800 167619
E-MAIL INFO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COMUNICATO STAMPA:
Un nuovo appuntamento alle Gallerie d’Italia che ha il carattere di un vero evento: La Bellezza Ritrovata. Caravaggio, Rubens, Perugino, Lotto e altri 140 capolavori restaurati.

Una mostra che è il frutto del progetto “Restituzioni” nato nel 1989, dapprima legato al territorio veneto, ma poi ampliatosi a tutta l’Italia: con il sostegno di Intesa Sanpaolo, capolavori che versano in condizioni precarie, selezionati dalle Soprintendenze del nostro Paese, vengono restaurati e restituiti alla collettività in tutta la loro bellezza.

Terminati gli interventi di restauro, le opere si espongono in mostre temporanee, così che il grande pubblico possa conoscerle ed apprezzare i risultati di tali interventi.

Nella preziosa cornice delle Gallerie d’Italia per più di tre mesi, 140 fra pitture, affreschi, mosaici, sculture, manufatti tessili, oreficerie tornati a nuova vita, faranno mostra di sé. Un viaggio lungo i secoli nella storia dell’arte, un percorso nelle diverse tecniche artistiche, un approccio alle metodologie di restauro. Fra i capolavori restituiti l’intenso ritratto del Cavaliere di Malta del Caravaggio e il trionfo barocco del Cristo Risorto di Rubens di Palazzo Pitti.

Inaugurazione: 31 marzo ore 16

Per maggiori informazioni: http://www.arte.it/calendario-arte/milano/mostra-la-bellezza-ritrovata-caravaggio-rubens-perugino-lotto-e-altri-140-capolavori-restaurati-25731

Leggi tutto...

DA LOTTO A CARAVAGGIO. LA COLLEZIONE E LE RICERCHE DI ROBERTO LONGHI

Dal 10 Aprile 2016 al 24 Luglio 2016

NOVARA
LUOGO: Complesso Monumentale del Broletto

CURATORI: Mina Gregori, Maria Cristina Bandera

ENTI PROMOTORI:
Comune di Novara
Regione Piemonte
Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi


COSTO DEL BIGLIETTO: intero € 10, ridotto € 8.50, scuole € 4. Gratuito minori di anni 6, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, disabile e accompagnatore, guide turistiche, giornalisti accreditati
TELEFONO PER INFORMAZIONI: 199.15.11.21
E-MAIL INFO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
SITO UFFICIALE: http://www.mostralottocaravaggio.it/

COMUNICATO STAMPA:
Roberto Longhi (1890 – 1970) è una delle personalità più affascinanti della storia dell’arte del XX secolo. Ha contribuito in modo determinante alla conoscenza che oggi abbiamo dell’arte italiana, avendo dedicato la sua vita di studi e la sua passione intellettuale alla riscoperta del filone naturalistico che attraversa l’arte dei secoli passati, mettendo in evidenza tra gli altri la figura di Caravaggio, pressoché dimenticato nella storiografia ottocentesca.
La mostra che sarà aperta al pubblico dal 10 aprile al 24 luglio, nel complesso monumentale del Broletto di Novara, è idealmente guidata da Roberto Longhi, dal suo sguardo di conoscitore e dalla sua passione di collezionista. Con Roberto Longhi la mostra attraversa due secoli di pittura e si sofferma sui periodi e sulle scuole dell’arte italiana più studiate e spesso riscoperte proprio dal grande critico. Il percorso espositivo, organizzato in maniera cronologica e tematica, inizia con le opere del Cinquecento che sono riconducibili all’”Officina ferrarese” e prosegue con quelle di Lorenzo Lotto a cui sono accostati alcuni protagonisti del manierismo e della scuola veneta, per arrivare all’area prediletta – sia per gli studi di Longhi che per le opere della sua collezione presentate – quella del Caravaggio, dei suoi predecessori e dei suoi seguaci, per terminare infine con un gruppo di ritratti e mezze figure del Seicento tra le quali si nota una bellissima serie di Jusepe de Ribera. La scelta dei dipinti caravaggeschi mette in particolare evidenza l’importanza dei suoi precursori lombardi e veneti, tra i quali spicca la figura di Lorenzo Lotto. Come precocemente scrisse Longhi: “Lotto è un luminista immenso, che va oltre Vermeer von Delft […]. Specie la prima maniera luministica di Caravaggio […] può dirsi preparata, – certo oltrepassata – dal luminismo del Lotto. È un luminismo che si serve di una caratteristica luce radente e pure essenzialmente fissatrice di movimenti non scompositrice di essi, tale insomma da preludere al luminismo statico di Caravaggio”. (Longhi, Caravaggio, tesi di laurea, 1911, p. 30) 

Per ricostruire il percorso critico di Roberto Longhi nella riscoperta della “pittura della realtà” sono state selezionate opere particolarmente significative che riflettono l’originalità del pensiero dello studioso. Oltre a Lotto, Caravaggio e Ribera saranno in mostra, tra le altre, opere di Dosso Dossi, Amico Aspertini, El Greco, Lambert Sustris, Romanino, Saraceni, Borgianni, Fetti, Battistello Caracciolo, Valentin de Boulogne, Stom, Van Honthorst, Lanfranco, Mattia Preti, il Morazzone e il Cerano, con la Deposizione di Cristo del Museo Civico di Novara. Oltre ad alcuni prestigiosi prestiti esterni, il nucleo portante è rappresentato da quasi 50 dipinti appartenuti al grande storico dell’arte. Dipinti che con la loro storia attribuzionistica e con i tempi del loro ingresso nella raccolta rappresentano una vicenda capitale di riferimento per la critica attuale. 

“Da Lotto a Caravaggio. La collezione e le ricerche di Roberto Longhi” è curata da Mina Gregori e da Maria Cristina Bandera, Presidente e Direttore Scientifico della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi; è promossa dal Comune di Novara, da Regione Piemonte, da Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi con il sostegno di Compagnia di San Paolo, con il Patrocinio della Provincia di Novara, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ed è organizzata dalla società Civita Mostre.

Il catalogo della mostra, edito da Marsilio, oltre alle schede critiche delle opere esposte, comprenderà alcuni saggi sulla personalità di Roberto Longhi e sugli artisti rappresentati in mostra, scritti dalle curatrici, da Cristina Acidini e Daniele Benati. La rassegna conterà infine su una audioguida messa a disposizione di tutti i visitatori e un suggestivo allestimento, progettato da Corrado Anselmi, che valorizzerà la ricchezza delle opere esposte nel contesto dell’antico Broletto di Novara.

Orario: Da martedì a domenica 9-19. La biglietteria chiude un’ora prima. Il 23 e il 24 aprile la mostra è aperta fino alle 20. La biglietteria chiude alle 18.30. Lunedì 25 aprile la mostra è aperta fino alle 19. La biglietteria chiude alle 17.30.

 

Per maggiori informazioni: http://www.arte.it/calendario-arte/novara/mostra-da-lotto-a-caravaggio-la-collezione-e-le-ricerche-di-roberto-longhi-26031

Leggi tutto...

E’ TEMPO DI STRADA

Antichi mestieri e giochi tradizionali di strada lungo la Via della Ghiara
Sabato 14 maggio, dalle ore 16.00 alle ore 20.00
Corso Garibaldi – Reggio Emilia

In linea con il tema di Fotografia Europea 2016 “Strade, viaggi, confini” l’evento intende raccontare, attraverso una rigorosa ricostruzione storica basata su fonti d’archivio, la storia di via della Ghiara, oggi corso Garibaldi. Il viale più bello della città, infatti, ha una passato ricco e interessante: l’antico alveo del Crostolo lentamente è stato trasformato in corso viario divenendo prima il cuore commerciale della città e poi, a partire dal ‘500, l’elegante vetrina per la nobiltà reggiana. Grazie alla presenza delle botteghe che rievocano gli antichi mestieri, delle postazioni dei giochi tradizionali e dei negozi che oggi come allora animano la via, sarà possibile ripercorrere, in un viaggio attraverso i secoli, i cambiamenti che in ogni epoca hanno interessato l’antichissima strada per rivivere a pieno questo centro di aggregazione e cuore pulsante della vita cittadina.

Saranno presenti lungo la via:
Antichi mestieri
Impagliatore di segiole, cestaio, falegname, calzolaio, arrotino, merlettaie, birocciaio, intagliatore e intarsiatore, lavorazione della lana, molitura del grano; osteria, angolo delle fole, giocattoli del passato.
ore 18.00 cottura della forma di Parmigiano Reggiano
(di fronte alla Bonifica)

Giochi tradizionali
Ferri di cavallo, tiro alla fune, barattoli, damigiana, gruviera, birilli, jenga gigante, anelli, pista delle biglie, tubo delle noci, carrom, paracadute, chiodi, freccette.

Negozi
erboristeria, fornaio, alimentari, ortofrutta, corniciaio, ottico, agenzia viaggi, gelataio.

Basilica della Madonna della Ghiara
Visite guidate condotte da Lucia Gramoli ed Elisa Bellesia               
Ritrovo sul piazzale della Basilica alle ore 15,45 - Inizio ore 16,00 e ore 16,30
(ingresso fino ad esaurimento posti)

Letture storiche su Marchino il sordomuto miracolato a cura di Carla Bazzani
Sala Convegni del Chiostro Minore della Basilica della Madonna della Ghiara
Corso Garibaldi, 44 - ore 17 e ore 17,30
(ingresso fino ad esaurimento posti)


Partecipa all’evento e alla nostra challenge fotografica su INSTAGRAM #tempodistrada
Per informazioni e comunicazione della propria partecipazione tel. 0522 44 44 46
l'evento non avrà luogo solo in caso di pioggia

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Back to top