STORIE DELL’IMPRESSIONISMO. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin

Claude Monet, La scogliera a Etretat, 1885, olio su tela, cm 65,1 x 81,3. Williamstown, Sterling and Francine Clark Art Institute Claude Monet, La scogliera a Etretat, 1885, olio su tela, cm 65,1 x 81,3. Williamstown, Sterling and Francine Clark Art Institute

Treviso, Museo di Santa Caterina
Dal 29 ottobre 2016 al 17 aprile 2017
Mostra ideata e curata da Marco Goldin

COMUNICATO STAMPA

120 opere, quasi tutti dipinti, ma anche fotografe e incisioni a colori su legno, per raccontare, come prima mai fatto in Italia, le varie storie dell’impressionismo.
Saranno riunite - provenienti da musei e grandi collezioni di mezzo mondo - da Marco Goldin a Treviso, nel Museo di Santa Caterina, dal 29 ottobre di quest’anno al 17 aprile 2017.
La grande (aggettivo, in questo caso, assolutamente legittimo) mostra è promossa da Linea d’ombra e Comune di Treviso, con la fondamentale partecipazione di Segafredo Zanetti e UniCredit in qualità di Main sponsor, Generali come Special sponsor, Gruppo Euromobil come Fidelity sponsor, assieme a Unindustria Treviso e Pinarello come partner.
120 opere che documentano non solo quel mezzo secolo che va dalla metà dell’Ottocento fino ai primissimi anni del Novecento, “ma anche – anticipa Goldin - quanto la pittura in Francia aveva prodotto, con l’avvento di Ingres a inizio Ottocento, nell’ambito di un classicismo che sfocerà, certamente con minore tensione creativa, nelle prove, per lo più accademiche, degli artisti del Salon. Quindi mettendo in evidenza quanto preceda l’impressionismo − e lo prepari
anche come senso di reazione rispetto a una nuova idea della pittura − e quanto da quell’esperienza rivoluzionaria, e dalla sua crisi negli anni ottanta, nasca e si sviluppi poi, fino a diventare pietra fondante del nuovo secolo ai suoi albori.
Soprattutto con il magistero dell’ultimo Cézanne, al quale, non a caso, è dedicato il capitolo finale.“
Ma le sei diverse sezioni della mostra non saranno mondi a se stanti e indipendenti, e invece la pittura accademica sarà inserita quale contrappunto nelle sezioni stesse, così da far comprendere come il linguaggio nuovo dei giovani impressionisti, e prima di loro dei pittori della scuola naturalistica di Barbizon, vivesse nel tempo stesso del Salon. Non dunque un prima e un poi, ma un’esperienza storica che si esprime in parallelo, e simultaneamente, nelle strade di Parigi. Quel Salon al quale del resto, pur rifiutandone lo spirito di rievocazione e di conservazione, gli impressionisti ambivano a partecipare, essendo comunque il solo luogo che poteva garantire visibilità e fama.
Ma in questa sorta di grande tavola sinottica di un’epoca, non sarà solo la pittura di Salon a essere messa in rapporto con l’impressionismo. Entreranno in gioco anche l’appena nata fotografa, soprattutto nell’ambito del paesaggio che rievoca il mare o la foresta di Fontainebleau − luoghi comuni di indagine e ancora una volta puntualmente accanto ad alcuni dipinti − e poi le celeberrime incisioni a colori su legno di Hiroshige e Hokusai. La mostra avrà quindi anche un suo lato di stringente carattere storico, tale da collocare le figure e le opere nel contesto dell’epoca. E con tutta
l’evidenza possibile non sarà solo una sequenza di opere pur bellissime e di capolavori, ma giungerà al termine di tanti anni di analisi proprio da Goldin dedicati alla pittura francese del XIX secolo.
L’esposizione condurrà il visitatore a emozionarsi in un percorso tra capolavori che hanno segnato una delle maggiori rivoluzioni nella storia dell’arte di tutti i tempi. La qualità assoluta dei prestiti, i confronti che essa stimola, le suggestioni che catalizza, fanno di questa mostra un’occasione unica di approfondimento e di scoperta di una bellezza nel profondo.

Ufficio stampa: Studio Esseci di Sergio Campagnolo - 049.663499 - www.studioesseci.net

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