Spazi Bomben incontri

Dal mese di novembre la Fondazione Benetton propone Spazi Bomben incontri, un ciclo di appuntamenti dedicati all’attualità e alla scena contemporanea. Un invito alla riflessione e al confronto che parte dalla parola scritta per diventare esperienza e dialogo, a tu per tu con autori testimoni dell’epoca in cui viviamo.
Ad aprire il programma giovedì 26 novembre alle ore 21 sarà il giornalista e scrittore Claudio Fava che assieme ad Andrea Passerini, giornalista de La Tribuna di Treviso, presenterà il libro Mar del Plata (ADD Editore, 2013). L’incontro è organizzato in collaborazione con Benetton Rugby e Verde Sport.
Il romanzo si ispira a una storia vera, quella della squadra La Plata Rugby, che alla fine degli anni ‘70, nell'Argentina della dittatura dei colonnelli, viene decimata dalla ferocia dei militari di Videla, riuscendo comunque a restare in campo a giocare tutto il campionato. Mentre l’Argentina si prepara a trasformare i campionati del mondo di calcio del 1978 nella vetrina del regime, tra la giunta militare e i ragazzi della squadra di rugby si accende una sfida che non prevede armistizi. Qualcuno si illude che lo sport sia un terreno neutrale e che altrove, lontani dal campo di rugby, stiano anche i generali e la repressione di un regime che in pochi anni farà più di trentamila morti. Invece uno dopo l’altro i giocatori spariscono: ma per ogni giocatore ucciso, un ragazzino del vivaio viene promosso titolare.
Giornalista, scrittore e politico, vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Claudio Fava ha raccontato molti luoghi e molte guerre, dalla Sicilia che lotta contro Cosa Nostra ai difficili processi di pace in America Latina, scrive per il cinema (è sceneggiatore del film I cento passi) e il teatro.
 
La rassegna prosegue giovedì 10 dicembre con Francesca Caferri che presenterà Non chiamatemi straniero (Mondadori, 2014) e le sue riflessioni sul modo in cui l’Italia sta affrontando le sfide della globalizzazione e delle migrazioni. Chi è italiano oggi? Solo chi nasce da genitori italiani o anche quei bambini e ragazzi, ormai oltre un milione, che nel nostro Paese vivono, studiano e crescono respirandone sin dall’infanzia la cultura e le tradizioni? Da questa domanda parte il viaggio della Caferri alla scoperta di quella che è stata definita la «generazione Balotelli», i «nuovi italiani» di origine straniera. Da Treviso a Napoli, questi giovani raccontano in prima persona l’esperienza quotidiana a cavallo fra due mondi: quello a cui appartengono stabilmente, ma che fatica a dare loro spazio, e quello di provenienza, lontano, diverso, a volte oppressivo, che spesso li rinnega.
Francesca Caferri è una giornalista de «la Repubblica», per cui segue in particolare il mondo arabo e musulmano: dal 2001 ha documentato le principali crisi della regione, ma si è occupata anche di avvenimenti politici e sociali in Africa, Asia, Europa e Stati Uniti. È vincitrice dei premi di giornalismo Saint-Vincent e Colomba d’Oro per la Pace e del premio internazionale Mediterranean Journalist Award.
 
Il 14 gennaio Mario Tagliani racconterà la sua esperienza narrata nel libro Il maestro dentro. Trent’anni tra i banchi di un carcere minorile (ADD Editore, 2014).
Tagliani è un maestro, a questo lavoro è arrivato un po’ per caso, un po’ per passione, un po’ per amore. Quando negli anni Ottanta arriva a Torino, vince un concorso pubblico e si presenta a scuola per il suo primo giorno da maestro. La direttrice lo guarda, quasi scrutandolo, e poi dice: “Che ne pensa del Ferrante Aporti, il carcere minorile della città?”. Comincia così la storia di Mario, il maestro che accompagna sui banchi centinaia di ragazzi che tra quelle mura scontano la loro pena. Il suo è un mondo sconosciuto a chi sta fuori, un mondo di sconfitte e rabbia, ma anche di sorrisi, vittorie e persone che ti cambiano la vita. Un mondo fatto di un’umanità che è arrivato il momento di conoscere. Mario Tagliani è nato nel 1951 a Salaghetto di Bedizzole, in provincia di Brescia. Da oltre trent’anni abita a Torino e insegna all’Istituto penale per minori Ferrante Aporti.
 
Nel mese di febbraio il campione Lilian Thuram sarà agli spazi Bomben per presentare il suo Per l’uguaglianza (ADD Editore, 2014). “Capire come «funziona» l’essere umano è una curiosità che mi accompagna fin da bambino. Ho cominciato raccontando la mia storia perché è nella famiglia che nasce la nostra identità. Il modo in cui i genitori ci descrivono e ci promettono come sarà la vita è fondamentale. Coltivare quella curiosità mi ha insegnato che aprirsi al mondo scardina le trappole del razzismo, del sessismo e dell’omofobia. Cambiare i nostri immaginari è un passo necessario, mettere in discussione i nostri condizionamenti ci renderà capaci di pensare e costruire una società migliore. Per questo libro ho incontrato persone impegnate per una società più giusta che mi hanno aiutato a capire meglio la complessità del mondo”.
Lilian Thuram (Guadalupa, 1972), è stato un importante calciatore internazionale, campione del mondo nel 1998 e campione europeo nel 2000. In Italia ha giocato nel Parma e nella Juventus. Nel 2008 ha creato la Fondazione Lilian Thuram, éducation contre le racisme.

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