- Written by Loredana Rizzo
- Category: RESTAURO
Come pulire un vecchio mobile
Negli anni passati, vi era la pessima abitudine di verniciare i vecchi mobili, per intonarli magari al resto dell’arredamento, cosicché, il vecchio comodino in legno d’abete, veniva ricoperto di vernice color pastello, modificandone l’estetica. Tali trasformazioni, per nostra fortuna sono ritenute reversibili, in quanto in commercio esistono prodotti adatti ad essere impiegati per il lavoro di sverniciatura. Per eseguire tale operazione, sono necessari i seguenti prodotti: un barattolo di sverniciatore ( acquistabile presso un qualsiasi negozio di ferramenta ), un pennello con setole di plastica che servirà per stendere il prodotto, un paio di guanti di gomma per proteggere le mani dall’agressione del prodotto, della lanetta d’acciaio , del cotone idrofilo, un foglio di carta abrasiva n. 400, della gommalacca già pronta per l’uso, una bottiglia d’alcool a 94° , ed infine un barattolo di cera incolore. Dopo aver sistemato il mobile in nostro possesso, sul piano di lavoro, si applica lo sverniciatore su tutta la superficie ( è sempre consigliabile sverniciare un lato per volta ).Si lascia agire il prodotto fin che la vernice non comincia a sollevarsi, solo a questo punto, si toglie aiutandosi con una grossa spatola.

Con il passare del tempo, il piano di un vecchio mobile, può essere segnato per usura o disattenzione da graffi o macchie di vario genere.Per porre rimedio a tutto questo, si può ricorrere a dei semplici interventi, che dovranno limitarsi a mobili di scarso valore commerciale.Per fare sparire ad esempio un graffio o un’ammaccatura sul piano in legno bisogna procurarsi i seguenti materiali:una spugna, della lana d’acciaio sottile,dell’alcol a 94° ,della gommalacca, un vecchio ferro da stiro,alcuni pennelli, cera vergine d’api.La prima operazione da fare è quella di bagnare con una spugna il graffio,che verrà scaldato con la punta di un ferro caldo, in modo che le fibre in legno asciugandosi facciano riavvicinare i “ lembi” del nostro graffio. A questo punto, seguendo l’andamento delle fibre del legno, si passa della carta abrasiva n. 400 e della lana d’acciaio bagnata con dell’alcol.La lanetta va passata su tutto il piano del mobile, per togliere ogni residuo della vecchia vernice alcolica. Infine si prepara della gommalacca molto diluita con l’alcol a 94° e la si applica su tutto il piano.Tra una mano e l’altra si consiglia di scartavetrare con carta abrasiva n. 1000.
Pulitura delle vecchie serrature e maniglie in bronzo dorato.
Qualcuno ha paragonato Civita di Bagnoregio alle città fantastiche della letteratura.Quasi isolata dal mondo,fra il guado del Tevere e il lago di Bolsena, al crocevia fra Umbria,Lazio e Toscana,è conosciuta come "la città muore": un ciuffo di case medioevali e di mura in rovina che si erge su un isolottodi tufo dorato,proteso sul vuoto di due vallate fra burroni e calanchi.In origine la rupe di tufo di Civita era collegata,naturalmente a quella della vicinissima Bagnoregio,da una sella di terra;ora un lungo ponte in cemento è l'unica struttura di collegamento fra i due paesi.La vita cittadina del borgo di Civita si svolge nella p.zza del Duomo Vecchio,sulla quale domina la chiesa parrocchiale di San Donato,dove sull'altare in fondo a destra,spicca la stupenda immagine del crocifisso ligneo del XVsec. di scuola Donatelliana.La scultura il legno di pero è animata da una grande spressività,e da un crudo realismo.Ha le braccia snodate,ed è possibile staccarlo dalla croce e deporlo su una barella,per il tradizionale trasporto del Venerdì Santo.
L'oggetto in terracotta, essendo costituito da un materiale fragile, può andare incontro a fratture con conseguente sbriciolamento di alcuni elementi.Nel caso che una statuetta vada in frantumi, si può procedere alla riparazione, munendosi dei seguenti materiali: